Come cambia il cashback

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Il Cashback si verifica sull'app Io di PagoPa (foto PagoPa)
Il Cashback si verifica sull’app Io di PagoPa (foto PagoPa)

Il cashback di Stato è stato sospeso per il secondo semestre del 2021: la conferma arriva dal decreto Lavoro e imprese approvato nella serata di mercoledì dal Consiglio dei ministri. Il programma dei rimborsi non sarà eliminato del tutto, in quanto ripartirà nel gennaio 2022, per altri sei mesi: lo spiega l’articolo 1 del provvedimento che inoltre allunga i tempi per erogare il super cashback e al tempo stesso introduce incentivi per l’impiego di point of sale (Pos) collegati a registratori di cassa, attraverso crediti d’imposta di vario tipo destinati a esercenti, artigiani e professionisti.

Il decreto istitutivo del cashback (24 novembre) prevedeva 1,34 miliardi di euro da destinare al programma per il periodo luglio-dicembre 2021. Le risorse che ora si liberano in virtù della sospensione del semestre verranno destinate “a finanziare interventi di riforma in materia di ammortizzatori sociali”, spiega l’esecutivo. Per il versamento del super cashback, saranno necessari cinque mesi invece dei due previsti inizialmente. Il decreto ha spostato la scadenza al 30 novembre 2021 e 2022 per i due semestri rimasti in vigore. La misura sembra volta a dare più tempo a Consap per verificare la liceità della classifica dei primi 100mila utenti con il maggior numero di transazioni registrate sull’app Io, per accedere alla misura premiale da 1.500 euro.

Ciascun utente potrà fare reclamo per l’eventuale mancato conteggio dei rimborsi nell’app Io o nei sistemi degli issuer convenzionati a partire dal 15 luglio entro il 29 agosto 2021 e 2022. Una volta concluso il capitolo “reclami”, la società che gestisce per conto del Ministero dell’economia l’operazione elaborerà la graduatoria definitiva che riguarda anche i rimborsi speciali.

Per promuovere l’utilizzo della moneta elettronica in funzione di contrasto dell’evasione fiscale, inoltre, sono previsti crediti d’imposta per l’acquisto, il noleggio e l’uso dei pos e, per chi se ne avvale, per l’azzeramento delle commissioni da pagare per le transazioni. Quest’ultima misura avverrà elevando al 100% (era al 30%) il credito d’imposta per le commissioni maturate nel periodo dal 1° luglio 2021 al 30 giugno 2022. Altre compensazioni in sede di dichiarazione dei redditi sono riconosciute agli esercenti in base a diversi scaglioni dal 10% al 100% (a seconda di ricavi e compensi dichiarati) per favorire l’acquisto o il noleggio dei dispositivi stessi. Il limite massimo di spesa è 160 euro, aumentato a 320 euro per chi nel corso del 2022 acquista, utilizza o noleggia “strumenti evoluti” di pagamento elettronico, quelli che cioè consentono anche la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi.

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