È stato arrestato l’ultimo leader del gruppo neonazista greco Alba dorata

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7 ottobre 2020, Atene, alcune persone festeggiano la sentenza che ha dichiarato Alba dorata un’organizzazione criminale (foto: Socrates Baltagiannis/Getty Images)

Dopo 9 mesi di ricerche, la polizia greca è riuscita ad arrestare il leader del gruppo neonazista Alba Dorata Christos Pappas, condannato a 13 anni di carcere lo scorso ottobre e in fuga da allora. Pappas era riuscito a sfuggire alla giustizia scomparendo il giorno successivo alla condanna, arrivata a conclusione di un processo storico la cui sentenza ha coinvolto più di 50 neonazisti, accusati di omicidio, aggressione, possesso illegale di armi e di associazione a delinquere.

Secondo quanto riportato da Guardian, l’uomo di 60 anni si nascondeva in un appartamento nel quartiere di Zografou, ad Atene, dal quale non sarebbe uscito da ottobre, ma la polizia è riuscita a mettere sotto sorveglianza la casa la scorsa settimana, dopo aver ricevuto informazioni sulla posizione del fuggitivo. Insieme a lui è stata arrestata anche una donna di 52 anni che lo avrebbe ospitato, accusata di favoreggiamento.

Pappas era l’ultimo dei quadri di Alba dorata rimasto in libertà dopo l’arresto dell’altro leader neonazista Ionnis Lagos, ex membro del Parlamento europeo e arrestato a Bruxelles ad aprile, dopo che l’emiciclo si era espresso per togliergli l’immunità. Il processo che ha portato allo smantellamento del gruppo criminale è cominciato nel 2015, due anni dopo l’omicidio del rapper antifascista Pavlos Fyssas, per il quale sono stati indagati tutti i dirigenti di Alba dorata.

Dopo 5 anni, la Corte ateniese ha riconosciuto il gruppo come un’associazione a delinquere, xenofoba, antisemita, organizzata in maniera paramilitare e colpevole di incitamento alla violenza contro minoranze, migranti e oppositori politici. Inoltre, la Corte ha riconosciuto Alba dorata colpevole del pestaggio di 4 pescatori egiziani nel 2012, di un gruppo di sindacalisti nel 2013 e dell’omicidio di un migrante pakistano nello stesso anno. In quegli anni, la formazione neonazista era arrivata all’apice del consenso, sfruttando la rabbia anti austerità e contro i migranti, durante la crisi del debito greco. Tuttavia, dopo aver ottenuto 18 seggi in parlamento nel 2012, già nel 2019 non è riuscita nemmeno a superare la soglia di sbarramento. Da ottobre 2020 invece, non può più proseguire la sua attività politica, perché è stato dichiarato “organizzazione criminale”.

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