5 giochi da tavolo per gli amanti dei gatti

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I gatti conquistano anche il mondo dei giochi da tavolo, con una vera e propria invasione di… felini in scatola. Dai grandi successi internazionali ai crowdfunding di successo, dalle espansioni all’insegna della demenzialità ai family game ispirati alla briscola, ecco i 5 migliori giochi da tavolo per amanti dei gatti.

1. Calico

Se c’è una cosa a cui un gatto non può resistere, è una bella coperta morbida in cui acciambellarsi e dormire. Una verità universale che vale persino nei giochi da tavolo. In Calico, i giocatori competono per creare il quilt più colorato e morbido per i propri amici felini.

All’inizio della partita ogni giocatore ha a disposizione una plancia che rappresenta la trapunta da intessere, con degli spazi bianchi che andranno via via riempiti con tessere esagonali caratterizzate da un colore e da un tipo di decorazione. Ogni giocatore ha due tessere a disposizione: ad ogni round ne piazza una, dove vuole, sugli spazi vuoti della propria plancia, e poi ne prende un’altra da una selezione di tre.

Qual è lo scopo? Piazzare le tessere in modo da creare degli schemi specifici di colori e decorazioni in grado di attrarre i gatti (ogni felino ha una preferenza specifica); oppure, mettere tre tessere dello stesso colore di fila, per piazzarci sopra un bottone; oppure ancora disporre decorazioni e colori intorno a degli esagoni “design” con delle regole di piazzamento speciali.

Ognuna di queste mosse consente di fare punti. Semplice, vero? Invece no. Se le regole sono davvero elementari e alla portata di tutti (metti una tessera, prendi una tessera), il bello di Calico è che ogni plancia diventa pian piano un rompicapo irrisolvibile, in cui prima o poi si è costretti a piazzare una tessera assolutamente inutile perché quella che servirebbe non è mai disponibile, e in cui raggiungere tutti gli obiettivi desiderati è praticamente impossibile (gioco di Kevin Russ. Edizioni Little Rocket Games, 1-4 giocatori, 10+ anni, 30-45 min., 39,99 euro –qui su Amazon).

Wired: un adorabile rompicapo, che nasconde sotto l’apparenza soffice e colorata un puzzle che dà dipendenza.

Tired: l’interazione tra i giocatori è molto limitata: al massimo ci si può rubare qualche tessera.

2. Exploding Kittens (e famiglia)

Il mondo dei gattini esplosivi si arricchisce di nuove, improbabili espansioni. Questo gioco di carte fu il primo vero blockbuster uscito da Kickstarter nel 2014, con una raccolta di finanziamenti da 8 milioni di dollari. Più di cinque anni dopo, continua a riscuotere successo anche nel pubblico dei non gamer, grazie anche a nuove carte e modalità di gioco ancora più folli dell’originale.

Il meccanismo di base è semplicissimo: in una sorta di roulette russa, tutti i giocatori si alternano nel pescare carte da un mazzo, sperando di non trovare il terribile gattino esplosivo che segnerebbe la loro dipartita (dal gioco, quantomeno). Per evitare di essere eliminati dalla partita, si possono giocare carte che consentono di saltare il proprio turno, mescolare il mazzo o dare una sbirciatina in cima, costringere l’avversario a pescare più volte, negare l’effetto delle carte avversarie (gioco di Matthew Inman, Elan Lee, Shane Small. Edizioni Asmodee, 2-5 giocatori, 7+ anni, 15 min., 19,90 euro qui su Amazon).

Un party game divertente, che si fonda sul piacere della scoperta di nuove, demenziali carte. Ed è qui che entrano in gioco le espansioni, pensate per aggiungere varietà senza complicare troppo le cose. Imploding Kittens (14,90 euro) introduce un gattino implosivo (nuova varietà di felino letale), altri effetti per rendere le partite più dinamiche, e soprattutto l’imbarazzante cono delle vergogna, che spetta come segna d’onta al primo giocatore che (invariabilmente) dimentica l’ordine del turno.

Discorso simile per Barking Kittens (14,90 euro), con 20 nuove carte e una corona-gatto da indossare per evitare che gli altri giocatori rubino le carte.  Infine, Streaking Kittens (5,90 euro) è una miniespansione da 15 carte che si focalizza su nuovi effetti ancor più caoticiDa ricordare anche le versioni alternative del gioco base: Exploding Kittens: Party (29,90 euro, in offerta su Amazon) permette di raddoppiare il numero massimo di giocatori da 5 a 10, mentre la versione Vm18 (19,90 euro) sostituisce le illustrazioni originali con altre riservate a un pubblico adulto. 

Wired: un party game veloce ed esilarante, adatto anche (o soprattutto) ai non gamer.

Tired: l’umorismo grottesco non è decisamente adatto a ogni palato.

3. The Isle of Cats

Immaginate un’isola piena di gatti – o meglio, di felini dall’aspetto fantastico e colorato – in procinto di essere invasa da uno spietato esercito sterminatore. I cittadini di un regno vicino inviano subito delle navi al salvataggio degli indifesi animali domestici, in quella che diventa ben presto una gara a chi ne recupera di più.

Da queste premesse prende piede The Isle of Cats, un gioco competitivo per 1-4 giocatori pieno zeppo di componenti colorati e accattivanti: si comincia dalle plance dei giocatori a forma di nave, circondate da un oceano azzurro, e si prosegue con le famiglie di gatti, che assumono la forma di tessere sagomate da incastrare nell’angusto spazio di ogni imbarcazione.

I giocatori si alternano nell’attirare gatti sulle proprie navi con del pesce (la valuta del gioco). Alcune carte stabiliscono chi comincia per primo e forniscono cestini per il trasporto dei gatti, altre forniscono delle abilità una tantum utili, altre ancora danno obiettivi aggiuntivi.   L’obiettivo dei giocatori è riempire la stiva e le stanze della nave nel modo più efficiente possibile, cercando di tenere unite le famiglie di gatti (distinte in base al colore).

Bisogna anche prestare attenzione a coprire i ratti che infestano i bastimenti e a riempire più stanze possibile, altrimenti si rischia di perdere punti; e decidere quando sacrificare un po’ di spazio per raccogliere gemme e altri tesori (gioco di Frank West. Edizioni The City of Games, 1-4 giocatori, 8+ anni, 60-90 min., 59,99 euro – qui su Amazon).

Wired: un gioco accattivante e colorato che richiede una buona dose di strategia per vincere. Con tantissime carte obiettivo per aumentare la varietà di ogni partita.

Tired: nonostante il successo internazionale, si trova solo in inglese. Ma la dipendenza dalla lingua è medio-bassa e si applica solo al regolamento e alle carte.

4. Super Cats

Se pensate che il vecchio gioco di “sasso-carta-forbice” abbia già detto tutto quel che poteva, vi dovrete ricredere dopo aver provato Supercats: un piccolo ma astuto gioco di carte che riesce a infondere nuova linfa a un meccanismo noto a tutti. Il merito, ovviamente, è anche del simpatico tema gattesco.

Ogni giocatore sceglie un team di cinque normalissimi gattini. L’obiettivo sarà riuscire a trasformarli tutti in Supercats, supereroi felini a tema ninja, power rangers, x-men e altri ancora. In che modo? Al grido di “Su-per-cats” (anziché un, due e tre!) si sceglierà che numero mostrare con le dita di una mano, da zero a cinque. Ogni numero ha un effetto, che va appunto dal trasformare uno o due gattini in altrettanti supereroi, al permettere di lanciare due numeri (usando due mani) in un round successivo.

Non tutti, però, potranno beneficiare di questi risultati. La priorità va a chi ha lanciato il numero più alto, a cui però è associato un effetto più debole. E c’è un fattore ulteriore da prendere in considerazione: i numeri uguali si annullano. Quindi, se due giocatori scelgono il cinque, nessuno di loro farà nulla, e il round andrà all’unico ad aver giocato il quattro, o il tre, e così via.

Ecco così che Supercats diventa un gioco di deduzione e bluff mentali: si proverà a tirare cinque per avere almeno una chance di successo, sapendo però di avere un vantaggio debole? O si azzarderà uno zero, sperando che tutti gli altri si eliminino a vicenda? O sarà meglio un numero intermedio?

Il gioco inoltre non finisce qui. Quando qualcuno completa la trasformazione del proprio team di cinque gattini, tutti gli altri giocatori si uniscono in un mega-robot-cane e si continua con una seconda fase uno-contro-tutti (gioco di A. Bauza, C. Lebrat, L. Maublanc, N. Oury, T. Rivière. Edizioni Studio Supernova, 3-6 giocatori, 8+ anni, 10-15 minuti, 14,90 euro).

Wired: un’idea accattivante a portata di tutta la famiglia, che dà nuova linfa a un meccanismo classico ma ben sfruttato.

Tired: dà il meglio di sé con 4-5 giocatori; se si è in meno, l’interazione è poco soddisfacente, mentre in 6 diventa sin troppo confusionario.

5. Meow

Non lasciatevi ingannare dalla confezione innocua e dagli occhioni del gattino che vi sono ritratti. Meow è un piccolo gioco di carte che vanta grandi credenziali. L’autore è infatti il celebre Reiner Knizia, prolifico game designer che ha firmato più di 600 board game – tra cui molti capolavori di vari generi.

Meow non rientra probabilmente tra i titoli più celebri o geniali di Knizia, ma include molti degli elementi che contraddistinguono le opere dell’autore: pochi elementi, poche regole, profondità insospettata.

Il gioco in sé è una variante della briscola, con tre colori (verde, blu, rosso) che rappresentano i semi, da 18 carte ciascuno. Ad ogni round, il primo di mano sceglie una carta da giocare, tenendo a mente che tutti dovranno rispondere con lo stesso colore, se lo hanno a disposizione. Il verde è la briscola, e quindi batte tutti gli altri colori; altrimenti, vince la carta con il numero più alto del colore giocato dal primo di mano. L’1 perde sempre, a meno che non venga giocato anche il 18 di quello stesso seme.

Il twist è che non sempre conviene vincere. Infatti, ogni mano serve ad aggiudicarsi un gettone che può dare molti punti, pochi punti, o addirittura punti negativi. Bisognerà quindi decidere bene quando calare i propri assi nella manica, e quando invece liberarsi di carte scomode e far sì che a prendere siano gli avversari (edizioni Cranio Creations, 2-6 giocatori, 20 min, 8+ anni, 14,99 euro).

Wired: un gioco per famiglie e appassionati di briscola, racchiuso in un memorabile (e portatile) astuccio morbido.

Tired: i giocatori esperti preferiranno altri titoli dello stesso genere, come il più noto e apprezzato The Crew. Ma bisogna rinunciare ai gattini…

 

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