Sono stati individuati 200 sintomi associati al long-Covid

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forme di Covid-19
(foto: elenaleonova via Getty Images)

Fatica, malessere dopo sforzi mentali e fisici, problemi cognitivi. Ma anche allucinazioni, diarrea, palpitazioni, acufene, dolori muscolari, alterazioni del gusto e dell’olfatto, problemi legati al ciclo mestruale. Per mesi. Persistenti. E in alcuni casi invalidanti al punto da non riuscire più a lavorare come prima della malattia. A fotografare l’enorme impatto del long-Covid – la “lunga coda” dell’infezione dopo la fase acuta della malattia – è uno studio che ha analizzato i dati provenienti da oltre 3.700 persone di 56 paesi, interpellate online attraverso una serie di domande. L’immagine che ne emerge sottolinea ancora una volta il peso della malattia tanto a livello sanitario che sociale, al punto che gli autori della ricerca chiedono un programma strutturato per intercettare e trattare tutti i long-haulers, chi soffre a lungo dopo la malattia.

È quanto ha dichiarato a margine della pubblicazione dei risultati dello studio, pubblicato su EclinicalMedicine, Athena Akrami del Sainsbury Wellcome Centre dell’University College London, a capo della ricerca: “Insieme ai ben documentati sintomi respiratori e cardiovascolari, ora c’è un chiaro bisogno di estendere le linee guida fino a comprendere una più ampio range di sintomi quando si diagnostica un long-Covid. Potrebbero esserci decine di migliaia di pazienti long-Covid che soffrono in silenzio, incerti se collegare o meno i loro sintomi al Covid-19”.

L’ampio raggio di sintomi

L’ampio range di sintomi cui si riferisce Akrami ne arriva a comprendere circa 200, una sessantina persistenti anche dopo sette mesi. Parliamo di disturbi che colpiscono praticamente ogni distretto del corpo: da quello respiratorio a quello gastrointestinale, dall’urinario all’endocrino, dal cardiovascolare al muscoloscheletrico fino al neurologico, per citarne alcuni. E proprio quelli neurologici destano particolare preoccupazione, ha aggiunto la ricercatrice, con problemi di memoria e cognitivi che hanno riguardato fino all’85% del campione analizzato. “Mal di testa, insonnia, vertigini, nevralgie, alterazioni neuropsichiatriche, tremori, sensibilità ai rumori e alla luce, allucinazioni (olfattive e di alro tipo), acufene, e altri sintomi sensomotori erano tutti comuni, e possono indicare problemi neurologici più grandi che riguardano sia il sistema nervoso centrale che periferico”, ha precisato Akrami.

Accanto ai sintomi neurologici, affaticamento e malessere in seguito a sforzi – fisici e mentali – sono i disturbi più comuni e persistenti riferiti nella survey (condotta su maggiorenni). Nel 65% dei casi sintomi riconducibili a Covid-19 duravano almeno sei mesi. Quasi il 50% del campione aveva dovuto rimodulare il lavoro in seguito alla malattia. Pur tenendo in conto dei limiti dello studio – parliamo di una survey online, condotta in gruppi di supporto per Covid, quindi sensibilizzati in qualche modo sul tema, e su un campione con diagnosi o meno confermata per i sintomi riferibili al coronavirus – scrivono gli scienziati, considerato il peso della malattia è probabile che l’impatto in termini di pazienti con long Covid sia sostanziale. Motivo per cui, si legge nel paper, ancora una volta, oltre che per combattere gli effetti in acuto, è fondamentale cercare di ridurre la diffusione del virus in ogni modo (con vaccinazioni e misure di salute pubblica) anche per questi effetti sul medio e lungo termine, e approfondirne la conoscenza, tanto per affrontarli sul piano sanitario che sociale.

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