La struttura commissariale di Figliuolo non farà un elenco di docenti “no vax”

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Non verrà fatto nessun “elenco” del personale scolastico che non può o vuole vaccinarsi, ma solo una quantificazione numerica delle mancate adesioni. È quanto precisato dal commissario per l’emergenza Covid-19 Francesco Figliuolo, che ha posto l’obiettivo di assicurare una copertura vaccinale completa per il 60% di studenti e studentesse e per tutto il personale scolastico entro la prima decade di settembre, soprattutto nelle regioni più indietro.

Mentre dal governo tutto tace rispetto al rientro a scuola a settembre, è la struttura commissariale di emergenza che offre qualche informazione in più riguardo a quali misure si stiano rendendo necessarie per garantire la ripresa delle attività didattiche in presenza. In una lettera alle regioni, la struttura ha invitato gli amministratori a dare priorità alla vaccinazione di studenti e studentesse dai 12 anni in su. La fascia di età tra i 12 e i 19 anni registra infatti una percentuale del 71,53% di non vaccinati con nessuna dose, situazione che non permetterebbe un rientro in classe in sicurezza. Inoltre, sono prive di vaccino anche circa 200 mila unità di personale scolastico, in particolare tra Liguria, Sardegna e Sicilia.

Per il presidente del Consiglio Mario Draghi “l’obiettivo è tutti in presenza all’avvio dell’anno scolastico”, come ha dichiarato nella conferenza stampa a seguito dell’ultimo consiglio dei ministri, dove nulla però +è stato deciso rispetto al rientro in classe a settembre. È molto probabile che nessuna decisione arriverà prima del 20 di agosto, quando le regioni consegneranno alla struttura commissariale  una quantificazione delle mancate adesioni alla campagna vaccinale, necessaria per capire le percentuali di personale scolastico vaccinato o meno e decidere sulle riaperture. Intervistato alla trasmissione televisiva Controcorrente, il ministro della Salute Roberto Speranza ha confermato questo clima di attesa e indecisione. Secondo il ministro, infatti, tutte le misure sarebbero ancora in fase di valutazione, compresa l’ipotesi di rendere il vaccino obbligatorio per tutto il personale scolastico. “Nessuna opzione è esclusa” ha concluso Speranza.

Nel frattempo, si legge sul Sole24ore, i presidi delle istituzioni scolastiche stanno insistendo nel chiedere una rapida azione politica, un’assunzione di responsabilità da parte del governo che scelga per tempo tra didattica a distanza o in presenza.

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