Il Festival della comunicazione di Camogli rimette al centro il valore della conoscenza

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Cosa significa davvero conoscere, in questi anni Venti così complessi da decifrare? Come orientarsi tra digitalizzazione, accelerazione scientifico-tecnologica, nuovi media e dinamiche di comunicazione, urgenza climatica, emergenza pandemica e una frammentarietà di informazioni da ricomporre? Si presenta come una mappa per esplorare l’aspirazione umana al sapere e alla conoscenza, intesa come scoperta e indagine, l’ottava edizione del Festival della Comunicazione, in programma come sempre a Camogli (Genova) e di cui Wired è media partner fin dall’inaugurazione.

Dal primo pomeriggio di giovedì 9 settembre alla serata di domenica 12 si alterneranno sui cinque palchi del lungomare camoglino oltre 130 ospiti del mondo scientifico, culturale, tecnologico, artistico, economico, imprenditoriale, dello spettacolo e dell’intrattenimento, protagonisti di più di 70 incontri tra lectio, dibattiti, tavole rotonde e spettacoli, a cui si aggiungono laboratori, workshop, escursioni sul monte di Portofino e la mostra Comunicare disegnando del fumettista Milo Manara, ospite al Festival e realizzata ad hoc per l’occasione.

Uno degli spettacoli dell’edizione 2020 del Festival della Comunicazione

Fare scienza per conoscere

Il binomio scienza-conoscenza, così decisivo in un momento storico in cui le pseudoscienze a tratti rischiano di avere una forza comunicativa persino superiore a quella della comunità scientifica, è al centro dell’incontro con Piero Angela, in programma alle 10:30 di venerdì 10 settembre. Insieme a Giorgio Vallortigara e a Guido Barbujani si parlerà invece dello sviluppo delle neuroscienze e del codice molecolare che consente di tradurre i fatti delle nostre esperienze nel cervello, mentre Barbara Mazzolai e Alberto Diaspro dibatteranno sul perché non esistano scorciatoie per raggiungere una solida conoscenza, così fondamentale per costruire e progettare il futuro. Antonella Viola e Federico Taddia parleranno di sistema immunitario con il loro VirusGame, pensato per ragazze e ragazzi, mentre Piergiorgio Odifreddi parlerà di conoscenza a cavallo tra finito e infinito.

In senso più ampio, la scienza sarà protagonista in termini di ambiente, pianeta Terra e sostenibilità anche con Nando Pagnoncelli di Ipsos, in una riflessione su quanto la rivoluzione green sia una meta o piuttosto un mito, e sul ruolo della comunicazione per scongiurare o mitigare il rischio di una catastrofe ecologica. Gli scienziati dell’università di Genova illustreranno, in sei diversi incontri e workshop UniGe World, le potenzialità e le prospettive delle proprie ricerche. E dentro al Parco di Portofino si andrà alla riscoperta del patrimonio culturale delle piante commestibili, tra alimentazione, salute e tradizione locale.

Storia e attualità, dalla giustizia all’Afghanistan

Insieme a storici come Alessandro Barbero, Eva Cantarella, Marcello Flores e Maurizio Bettini si partirà dalla conoscenza del passato, dalla tradizione della parola parlata nella cultura romana alle sfide in termini di diritti umani e democrazia. Per arrivare fino alla storia più recente e alla stringente attualità, tra terrorismo e Afghanistan, con Paolo Colombo che 8:46 del mattino di sabato 11 settembre – ventesimo anniversario dell’attentato terroristico alle Torri Gemelle del 2001 – racconterà l’accaduto dal punto di vista emozionale, entrando in una ferita lunga due decenni e quantomai aperta.

Ampio spazio anche al tema della giustizia e delle carceri, tornato al centro dell’agenda di governo oltre che della cronaca, con un confronto tutto dedicato alla riforma della giustizia con Vincenzo Roppo e Luciano Violante, e poi una tavola rotonda sulla conciliazione tra carcere e umanità con Gherardo Colombo, Mauro Palma, Luigi Ferrarella e Marco Travaglio. Presenti al Festival anche giornalisti e opinionisti delle principali testate giornalistiche italiane, per discussioni profonde da punti di vista plurali.

Camogli al centro del mondo del podcast

Oltre 30 degli ospiti e 15 degli eventi dell’edizione di quest’anno saranno dedicati ai contenuti audio con la rassegna Mondo Podcast, un festival nel festival in collaborazione con Audible nato già per primo in Italia nel 2019 (allora era il Podcast Festival) per creare uno spazio di confronto su un media in forte crescita, che ha fatto segnare un ulteriore +15% nel 2020. Insieme alla presentazione in anteprima dei dati Nielsen 2021 sul consumo di podcast in Italia, a Camogli saranno discusse anche le nuove serie prodotte per Audible da Frame-Festival della Comunicazione che hanno come protagonisti Stefano Massini (Le piazze raccontano), Guido Barbujani e Mario Tozzi (La nostra grande storia), Federico Fubini (La porta sbagliata) e Lorenzo Baglioni (Rivoluzione Culturale).

Di contenuti audio si parlerà anche con Chora Media, protagonista degli aperitivi del Festival tra gli altri con Mario Calabresi, Pablo Trincia e Selvaggia Lucarelli, e con Rai Radio3, che presenterà la propria nuova offerta di podcast, dopo avere vinto a settembre il 72° Prix Italia con la serie su Labanof, lanciata nel 2019 proprio al Podcast Festival.

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Infodemia, scuola e lavoro

Se nell’ultimo anno e mezzo ci siamo resi conto una volta di più del ruolo fondamentale della comunicazione per veicolare informazioni veritiere e fondate, del connubio non sempre virtuoso tra pandemia e media (ribattezzato pandemedia, o infodemia in termini più generali) si discuterà con il direttore di Wired Federico Ferrazza, con Massimo Bullo di Vodafone e Fedele Usai di Dolce&Gabbana. Mentre dell’impatto della didattica a distanza sul mondo della scuola si parlerà con Laura Fumagalli (My Edu, Fme Education) e Lorenzo Benussi (Compagnia di San Paolo, Fondazione scuola), guidati da Corrado Zunino.

Di quanto la conoscenza sia un valore per l’economia e il lavoro, tra sostenibilità, tecnologia e ripresa, si dibatterà in molti altri degli eventi di questa edizione. Da Evelina Christillin a Carlo Cottarelli e Oscar Farinetti, e con i dirigenti di molte delle più rilevanti realtà italiane: Antonio Baravalle (Lavazza), Gabriele Galateri di Genola (Assicurazioni Generali), Luigi Ferraris (FS Italiane), Francesco Profumo (Fondazione Compagnia di San Paolo), Giovanni D’Alessandro (Basko), Luisa Lavagnini (Eni), Francesco Bono (Audible), Lorenzo Sessa (Iren), Cecilia Ferranti (Enel), Maurizio Decollanz (Ibm), Furio Garbagnati (Weber Shandwick) e Roberto Olivi (Bmw). Se sia meglio l’ottimismo o il realismo in economia, oltre che come conciliare al meglio il sapere umanistico e scientifico in politica economica, sono due tra le domande aperte a cui si tenterà di dare risposta.

Da Dante e Umberto Eco fino a Lundini

Il viaggio attraverso la conoscenza proposto a Camogli è un percorso che parte dai grandi nomi della cultura del nostro paese. Il celeberrimo “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” dantesco fa da filo conduttore a una serie di eventi dedicati al poeta di cui si celebrano nel 2021 i 700 anni dalla morte, anche con il festival trasversale del Mibact Piazza Dante di cui il Festival della Comunicazione fa parte. A Camogli ci sarà un evento centrato su Dante e la Comedia che coinvolgerà il duo inedito Alessandro Barbero e Vinicio Capossela, con quest’ultimo che riceverà anche il Premio Comunicazione, ricevendo simbolicamente il testimone da Fiorello. Poi Aldo Cazzullo presenterà in anteprima il suo ultimo libro sul Purgatorio, mentre Murubutu proporrà un Dante a tempo di rap.

“Bisogna mettersi alla prova, intervenire nel dibattito locale, ascoltare le opinioni, guardandosi dalle forme di pseudo-partecipazione del web che idolatrano l’ideale della assoluta presa di parola” è invece l’invito che arriva indirettamente all’edizione di quest’anno dalle parole Umberto Eco, che è stato l’ideatore del festival insieme agli attuali direttori Danco Singer e Rosangela Bonsignorio.

Rosangela Bonsignorio, il sindaco di Camogli Francesco Olivari e Danco Singer

Nella quattro giorni a Camogli si andrà poi come sempre alla scoperta delle forme di comunicazione più apprezzate ed efficaci. Dalla destrutturazione del linguaggio della comicità con Il mansplaining spiegato a mia figlia di Valerio Lundini, al teatro con Monica Guerritore, dai Canti briganti di Mario Incudine ed Eugenio Bennato al monologo Il calamaro gigante di Fabio Genovesi. E tra gli altri highlight l’evento di apertura con Massimo Cacciari dedicato a Conoscenza e coscienza, Luca Bizzarri, Sabina Guzzanti, Alessandra Perrazzelli, Luca Bottura, Federico Rampini con l’anteprima di Fermare Pechino e la chiusura del Festival con Note a margine di Nicola Piovani, che simbolicamente segna anche la riapertura del Teatro sociale di Camogli.

Partecipare al Festival, a Camogli e online

Tutti gli eventi del Festival della Comunicazione sono dal vivo e in presenza, e come ogni anno gratuiti. Per partecipare è necessaria la prenotazione, tramite registrazione dalla pagina dedicata agli eventi, attiva dal 30 agosto (ore 12) al 7 settembre. Le informazioni di dettaglio per l’accesso – mascherine, green pass,… – sono disponibili qui.

Gli eventi più attesi saranno trasmessi live contemporaneamente su più palchi, e quasi tutti gli incontri saranno disponibili anche online in diretta streaming su YouTube. Inoltre il Festival vive su Instagram, Facebook e sulle piattaforme per il podcasting (il nickname è festivalcom) con serie podcast dedicate.

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