Nike Air Zoom Alphafly Next Nature, la scarpa dei record diventa green

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I materiali costituiscono circa 70% dell’impronta di carbonio totale generata dalla produzione di Nike, quindi ha senso che l’azienda concentri i suoi sforzi proprio nel riciclo degli scarti. Per questo dopo la Cosmic Unity di Nike Basketball, scarpa realizzata impiegando materiali riciclati per il 25% del suo peso, ora arriva la Air Zoom Alphafly Next Nature, rielaborazione in chiave sostenibile della più avanzata e performante scarpa da running mai prodotta dalla multinazionale statunitense, un prodotto che sposta in alto l’asticella raggiungendo quota 50% e confermando l’impegno di Nike nella lotta al cambiamento climatico.

In pratica, si tratta una riedizione in chiave sostenibile (coraggiosa quanto rischiosa) di quella stessa Air Zoom Alphafly Next% che ha aiutato Eliud Kipchoge a superare la barriera delle due ore nella maratona, e che ora prende il label Next Nature, destinato in futuro contraddistinguere anche altre scarpe top di gamma della linea da corsa di Nike.

Per dare un’idea, nella nuova calzatura l’intersuola ZoomX è stata realizzata con almeno il 70% di materiali riciclati in peso, secondo una nuova strategia “usa-tutto” dove ogni spreco dovrà infine essere ridotto a zero.

«Alphafly di Nike è contemporaneamente la nostra scarpa più innovativa e la più sostenibile – spiega a Wired Italia Rachel Bull, Senior Footwear Product Director per il team Nike RunningAbbiamo deliberatamente scelto la Alphafly Next% e l’abbiamo reinventata perché crediamo che non si debba scendere a compromessi o scegliere tra prestazioni e sostenibilità, e che se fossimo riusciti riusciamo a farlo senza compromettere le prestazioni, allora avremmo ottenuto preziosi insegnamenti da scalare su una linea di corsa più ampia».

Quanto è complesso ricostruire una scarpa hi-tech ad alte prestazioni con materiali riciclati?
«È stata certamente una sfida. Ci siamo concentrati su ogni singolo elemento della scarpa e lo abbiamo esaminato per capire come utilizzare la maggior quantità possibile di materiale riciclato. Una sfida che ha richiesto innovazioni, la creazione di nuovi processi per mettere insieme le materie prime e rifiuti in un modo che non compromettesse la durata e le prestazioni, il tutto con un processo che fosse rispettoso dell’ambiente. Ci sono volute svariate iterazioni per trovare la quantità ottimale di rifiuti da utilizzare mantenendo l’esperienza paragonabile a quella con le Alphafly Next%».

Cosa avete avete dovuto cambiare della scarpa affinché restasse performante anche con i nuovi materiali riciclati?
«In breve, ogni singola parte, chiedendoci continuamente fino a dove potevamo spingerci e arrivare. Il risultato è che il Nike Grind impiegato nella suola è un materiale fatto con vecchie scarpe recuperato grazie al nostro programma Reuse A Shoe. O che abbiamo usato bottiglie di plastica nel filato Flyknit e airbag usati per il nostro materiale Flyprint nell’avampiede».

Quante persone hanno lavorato al progetto, e per quanto tempo?
«Ci sono voluti più di tre anni e circa 20 persone coinvolte da diverse aree tra cui sviluppo, design, ingegneria, Flyprint, Fyknit e anche dal’Air Team, più i nostri partner di produzione in Asia. Molte e diverse competenze che si sono unite per creare una scarpa che è migliore per l’ambiente».

Cosa ne pensano gli atleti che le hanno testate?
«Abbiamo effettuato test con lo stesso vigore impiegato nello sviluppo delle Alphafly Next% e degli altri prodotti della nostra linea da corsa. I nostri tester, uomini e donne che hanno corso oltre 400 miglia ciascuno, ci hanno restituito un ottimo feedback. Da notare che gli atleti non sapevano che scarpe stavano provando o quanta parte di materiale riciclato fosse stata utilizzata per realizzarle, e anzi credevano si trattasse di una nuova iterazione delle Alphafly Next%. Quindi per loro è stata una piacevole sorpresa scoprire quale fosse l’obiettivo e l’intento della scarpa. Inoltre, i test meccanici ci dicono che il ritorno di energia e la protezione dagli impatti è molto simile a quelle rilevate con le Alphafly Next%».

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