mercoledì, Maggio 22, 2024

Alessandro Cattelan e Una semplice domanda (alla quale non ha ancora trovato la risposta)

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“Dentro di me una risposta ce l’ho ma non posso dirla (ride). Credo che però sia naturale: ci sono persone che mi vogliono bene, altre mi vogliono bene, alcune mi trovano simpatico e altre antipatico. Essere imparziali quando sai che una persona ti sta antipatica non è facile, io un po’ li capisco. In quel caso specifico, però, non si tratta di un giudizio o una critica, è proprio una bugia”.

One Simple Question. Alessandro Cattelan in One Simple Question. Cr. Francesco Paolo FaraciNetflix © 2021
One Simple Question. Alessandro Cattelan in One Simple Question. Cr. Francesco Paolo Faraci/Netflix © 2021FRANCESCO PAOLO FARACI/NETFLIX

Quindi com’è stato lavorare con Netflix?

“È andata bene, ho lavorato appunto con un gruppo che conosco però in un contesto nuovo per tutti. È stata una fortuna avere l’opportunità di conoscere una realtà così grande e strutturata, con delle regole precise all’interno delle quali però c’è grande libertà di movimento. Poi è stato interessante perché questo programma è nato parlando con persone straniere che hanno un’altra visione dell’intrattenimento, diventa poi un bel confronto: ti chiedono cosa può funzionare qua e ti dicono cosa può funzionare all’estero”.

A un certo punto di Una semplice domanda, appeso con con un’imbragatura al Duomo di Milano, dici: “Ma perché non mi limito a fare quiz televisivi?”. In che programmi ti vedremo in futuro?

“In realtà vorrei tornare a fare tanti programmi più personali come questo e poi ogni tanto andare a lavorare in grandi progetti che magari non sono miei programmi nello specifico, com’è stato per X-Factor o come sarà per Eurovision”. 

State già lavorando all’Eurovision?

“Abbiamo iniziato da poco, venerdì [11 marzo, ndr] abbiamo fatto la prima riunione tutti insieme. Devo dire che si respira un bel clima, anche con gli autori. Mi sembrano tutti calmi, rilassati, capiscono l’importanza dell’evento ma non si fanno prendere dalla frenesia. Ci si può parlare, ci si confronta, è un bel clima davvero”.

Negli ultimi due anni hai lasciato Sky, hai fatto Da Grande in prima serata su Rai 1, ora c’è Netflix e poi l’Eurovision: cosa ti manca?

“In realtà mi sento in un punto comodo della mia vita, privilegiato, in cui ho la possibilità di scegliere. Nel mio lavoro questo è un grande privilegio. Spero di fare delle scelte che… in realtà le scelte che faccio soddisfano me, spero di fare scelte che soddisfino le persone che devono usufruire del prodotto che gli offro”.  

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