mercoledì, Maggio 22, 2024

Mihajlovic, storia di un guerriero che non molla mai

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Mihajlovic lasciò quindi temporaneamente la guida della squadra per ricoverarsi in ospedale. Ne seguì un trapianto di midollo osseo donato da un non familiare. Era il 29 ottobre del 2019, Sinisa era pronto a tornare. Il 22 novembre, un altro passo avanti, con le dimissioni dall’Istituto di Ematologia Seragnoli e il ritorno a casa.

Da quel momento, il lento e progressivo recupero lo aveva fatto tornare anche in panchina. La storia sembrava aver avuto il lieto fine.

«Ma la malattia è bastarda», come ha sottolineato lui in questa conferenza organizzata in fretta per annunciare a tutti che dovrà giocare i tempi supplementari di questa partita maledetta. Ed è tornata.

«Devo dirvi una cosa importante, per evitare che la leucemia possa ripresentarsi mi è stato consigliato di intraprendere un percorso terapeutico».

«Devo saltare alcune partite, ma torno presto»

Sinisa Mihajlovic sarà ricoverato la prossima settimana presso l’ospedale Sant’Orsola di Bologna nel «programma dipartimentale terapie cellulari avanzate», diretto dalla dottoressa Francesca Bonifazi.

Ma Sinisa non sarebbe il guerriero che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare se mollasse i suoi ragazzi. «Spero che tutto si risolva in tempi brevi», ammette, «mi conoscete e sapete che farò di tutto per renderli ancora più veloci, ma alcune partite dovrò saltarle sicuramente».

Non sarà in campo, ma la squadra potrà contare comunque sul suo condottiero.

«Ho già fatto allestire nella mia stanza del reparto che mi ospiterà tutto il necessario a livello tecnologico per seguire la squadra h24… dagli allenamenti alle partite. Chiedo ai meravigliosi tifosi del Bologna di sostenere il gruppo e di aiutarlo. Io torno presto».

Il tifo dei suoi supporter

Proprio i sostenitori rossoblù furono molto vicini al loro allenatore nella prima fase della malattia, partecipando in massa ad un pellegrinaggio al santuario della Madonna di San Luca.

La sfida

Nonostante il momento difficile, Sinisa Mihajlovic stavolta non cede alla commozione.

«Al contrario di due anni e mezzo fa, quando a stento sono riuscito a trattenere le lacrime», dice oggi, «questa volta mi vedete più sereno. So cosa devo fare, la situazione è diversa rispetto a prima. Questa malattia è molto coraggiosa se ha voglia di tornare ad affrontare uno come me. Io sono qua, se non le è bastata la prima lezione, gliene darò un’altra».

E noi ne siamo sicuri, forza Sinisa.    

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