martedì, Maggio 21, 2024

Qual è il futuro dei vaccini contro Covid-19

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A distanza di più di 2 anni dall’inizio della pandemia di Covid-19 ci siamo abituati a una nuova normalità, fatta anche di aggiornamenti costanti sull’evoluzione dell’epidemia, sulle tempistiche dei richiami, nonché sulle regole relative alle misure di protezione, che cambiano nel tempo. Ad oggi, per esempio, sappiamo che la terza dose della vaccinazione è importante per una protezione più completa e per difenderci dalle forme gravi di Covid-19. 

Mentre non ci sono indicazioni sufficienti, per ora, per somministrare un’ulteriore dose booster, la quarta, a tutti. Si affaccia invece l’ipotesi di un richiamo annuale, una prospettiva che gli esperti valuteranno con attenzione nei prossimi mesi. Oggi arrivano anche nuovi dati che supportano e confermano l’efficacia nel tempo del vaccino di Johnson & Johnson, spesso invece messo da parte. Ecco cosa sappiamo sui vaccini e quali scenari potrebbero prospettarsi in futuro.

Cosa sappiamo sulla quarta dose

La quarta dose – o seconda dose boosterè già raccomandata alle persone con una marcata compromissione della risposta immunitaria, una condizione che può essere legata a patologie, trattamenti e conseguente a un trapianto. Ma come ha appena sottolineato l’Agenzia europea per i medicinali (Ema), non ci sono ancora prove sufficienti per estenderla a tutti. Nel frattempo le aziende produttrici dei vaccini a mRna, Pfizer e Moderna, hanno chiesto all’autorità statunitense Fda l’autorizzazione di emergenza per l’ulteriore richiamo negli individui con più di 65 anni. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato che nei prossimi giorni si studierà la possibilità di somministrarlo alle fasce d’età più avanzate, sulla base del confronto con la comunità scientifica.

Le ricerche sulla quarta dose sono ancora a uno stadio piuttosto iniziale. Secondo uno studio israeliano il vaccino rialzerebbe il livello degli anticorpi anti Sars-Cov-2, riportandolo di fatto a quello fornito dalla terza dose. Se la difesa dalle forme gravi resta elevata, tuttavia la protezione aggiuntiva contro l’infezione di entità lieve sarebbe piuttosto ridotta. La ricerca, ancora non revisionata tramite il processo di peer-reviewing, è disponibile in pre-print sulla piattaforma medRxiv. Un altro studio, sempre non ancora peer reviewed, ma rintracciabile su medRxiv, segnala che nelle persone con più di 65 anni la protezione contro le forme Covid gravi potrebbe essere più alta in presenza di una quarta dose.

Un richiamo annuale?

Se continuare a somministrare dosi ripetute a intervalli brevi e regolari non sembra una strategia utile e sostenibile, l’ipotesi di una vaccinazione periodica, anche sulla base della stagionalità del coronavirus, sembra farsi strada. Il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco Nicola Magrini ha parlato infatti dell’eventualità di un richiamo annuale, la cui opportunità verrà valutata sulla base dei dati estivi. 

Si tratta di una prospettiva interessante e da analizzare con attenzione”, ha spiegato a Wired Marcello Tavio, past president della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit): “L’approccio risulterebbe simile a quello adottato con la vaccinazione anti-influenzale. Mentre la quarta dose non è ad oggi supportata da dati sufficienti, al contrario la strategia di un vaccino su base annuale, potenzialmente raccomandato a tutti, potrebbe in futuro rivelarsi una strada valida”.

I vaccini del futuro

I vaccini attualmente disponibili agiscono soprattutto contro le forme gravi e in generale contro i sintomi da Covid-19, e sono basati specificamente sulla parte del Sars-Cov-2 – la proteina spike – che attacca le nostre cellule infettandole. Tuttavia, gli scienziati stanno lavorando da tempo anche a vaccini di diversa concezione, che possano fornire un ombrello più ampio. Questi vaccini, detti pan-coronavirus, potrebbero colpire non soltanto la spike ma anche altri pezzi del patogeno. Così garantirebbero uno scudo contro più varianti contemporaneamente e, in un futuro più o meno lontano, forse anche contro altri coronavirus (non solo Sars-Cov-2). 

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