mercoledì, Maggio 22, 2024

Un hacker ucraino ci racconta la sua guerra informatica contro la Russia

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Lviv – Italianizzata come Leopoli, chiamata cosi in onore di Lev, figlio del re Danilo di Galizia e fondata nel 1256, Lviv è una città dalla forte vocazione occidentale, in cui il profumo di caffè e cioccolata si mischia perfettamente con l’architettura che ricorda i palazzi parigini, i rioni partenopei. In queste settimane il suo spirito è stato attaccato, minato da una guerra che rischia di cancellare le sue memorie: le antiche statue del centro storico sono state protette con sacchi di sabbia, le vetrate delle cattedrali chiuse ermeticamente da lamiere di ferro.

L’immaginario collettivo vede la guerra combattuta esclusivamente dai fucili e dai carri armati, dalle bombe e dalla violenza. Nelle retrovie invece, nei sobborghi silenziosi c’è chi, in questa Città Del Leone combatte senza fucili, usando la tecnologia per scongiurare che il proprio Oblas’t (il nome dato al corrispettivo delle nostre regioni italiane in Ucraina) venga distrutto dalle esplosioni. Le armi? astuzia, intelligenza e computer.

Questa la storia di Roman, nome di fantasia, giovanissimo hacker che codice su codice, stringa su stringa attacca quotidianamente i sistemi informatici russi. Non ha potuto rinforzare i ranghi del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la chiamata alle armi per lui e stata negata per problemi di salute.

Al momento, nel mondo ci sono dai seicentomila agli ottocentomila hacker impegnati contro il presidente russo Vladimir Putin, racconta Roman. E poi, in puro linguaggio Anonymous: “We do not forgive, we do not forget” (“Noi non perdoniamo, noi non dimentichiamo”). Roman è a capo di una congregazione di circa cinquanta esperti informatici ucraini che quotidianamente sovraccaricano i server di aziende e servizi russi.

La loro guerra spara colpi di grosso calibro a obiettivi strategici, come Sberbank, colosso bancario russo che figura fra i più importanti istituti al mondo, o il servizio federale per la sicurezza della Federazione russa (Fsb). Ma anche fabbriche belliche e  sistemi di comunicazione, fondamentali per la logistica e l’approvvigionamento delle truppe. Il flusso di informazioni estrapolate al nemico è di vitale importanza per l’esercito ucraino in divisa mimetica impegnato sul campo, aiuta a prevedere le mosse del nemico, a capire dove potrebbe colpire o spostare l’artiglieria.

Dalla sua modesta stanza fra laptop, poster e tastiere che usa per comporre musica techno si può dedurre quali fossero le sue passioni prima dello scoppio della guerra. Ora le tastiere non compongono più musica elettronica ma Roman studia lo stesso tutto il giorno. Pensa, calcola e impara le vulnerabilità del nemico e dei suoi siti web per infettare, mettere i server fuori uso e causare ingenti danni alle infrastrutture informatiche. Vuole combattere anche lui la guerra, ci confida la sua lista di trofei e ci mostra numeri, molti numeri; banche, comunicazioni, servizi segreti. 

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