mercoledì, Maggio 22, 2024

Il calcio è una cosa semplice

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Ti piace vivere le città dove lavori?

Molto, e infatti ho sempre preso casa nel centro della città. Sentire, respirare l’aria della città, conoscere la gente che ci vive; per me è fondamentale. A Torino si vive bene, la gente è molto educata e rispettosa e a modo suo anche divertente. Sto bene e poi sono molto tranquillo, anche in passato quando ero più giovane mi è sempre piaciuto vivere in città perché conosci la gente. Conosci quello del bar, il tabacchino con cui fare due chiacchiere e scherzare un po’, sennò ci prendiamo troppo sul serio e non va bene.

Juventus o non Juventus, quest’anno sarebbe finita comunque la tua pausa? Saresti tornato ad allenare al cento percento?

Sì, era il tempo giusto. Sono stato fermo parecchio, sarei comunque tornato ad allenare, avrei potuto farlo prima ma poi sono subentrate anche questioni personali e di famiglia. Nel 2018 è venuta a mancare mia madre, quindi nel 2019 non mi volevo allontanare troppo, e ne ho approfittato per stare vicino a Giorgio, il mio figlio più piccolo, la grande ormai vive a Milano ed è autonoma; mio padre è a Livorno e ha risentito molto della mancanza di mia madre. La decisione di tornare alla Juventus, oltre al fatto di essere legato alla proprietà e al club, è anche frutto del desiderio di stare accanto a mio figlio, che vive a Torino con la madre. Sono uno a cui piace avere tutti gli affetti vicini. 

Però si parla molto di Allegri che comunque alla fine non è mai andato all’estero, nei grandi club europei. 

L’ho detto e lo ripeto: quest’anno avevo già firmato un accordo con il Real Madrid. Poi la mattina ho chiamato il presidente e gli ho detto che non sarei andato perché avevo scelto la Juventus. Mi ha ringraziato. 

Hai avuto dubbi?

No, da quando mi ha chiamato la Juventus a maggio non ho avuto nessun dubbio. 

Certo, allenare il Real Madrid…

A livello professionale sarebbe stato il coronamento di un percorso, certo: Milan, Juve, Real. Ma nella vita non si può avere sempre tutto e io sono davvero contento e orgoglioso di aver allenato per quattro anni il Milan e ora essere al sesto in un club come la Juventus. Al Real ho detto no due volte. La prima è stata mentre ero in fase di rinnovo con la Juve: dissi al presidente del Real che avevo già dato la mia parola a Andrea Agnelli. 

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