lunedì, Maggio 27, 2024

La prima grande festa della contea degli hobbit in Abruzzo

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Una festa a lungo attesa, quella della Contea Gentile. Proprio come quella di Bilbo Baggins. A parteciparvi elfi, nani, stregoni e hobbit provenienti da tutte le parti d’Italia, e non solo. Hanno affrontato vari chilometri pur di partecipare alla festa dell’hobbit abruzzese Nicolas Gentile, nella sua Contea di Bucchianico, nelle campagne abruzzesi. Oltre tremila persone, nei tre giorni dell’evento “Bentornati a Casa” hanno popolato il primo villaggio hobbit italiano. Rispetto a un anno fa, parlare con l’organizzatore della festa, è molto più difficile: oggi Nicolas è davvero il sindaco della Contea: decine di persone lo fermano ogni minuto per ringraziarlo, per incoraggiarlo o semplicemente per stringergli la mano. Nonostante questo, Nicolas concede a tutti un minuto del suo tempo ringraziando uno a uno i viandanti che sono giunti nella sua piccola Terra di Mezzo nel cuore d’Abruzzo. Da maggio scorso, quando ci aveva raccontato per la prima volta il progetto della sua “Contea Gentile”, ha deciso di fare le cose in grande. “Bentornati a Casa” è stato il primo grande evento ospitato dalla Contea: ed è stato un successo.

Appena entrati nel terreno che ospita l’evento, sembra di entrare in una nuova realtà, lontana dalla nostra. Le prime casette hobbit accolgono chi arriva: per ora sono ancora delle riproduzioni, ma la cura dei dettagli di ogni singola abitazione permettono di capire quanto Gentile abbia a cura questo progetto e soprattutto quanto rispetto abbia delle centinaia di persone che nei mesi scorsi, attraverso il primo grande crowdfunding da lui lanciato, gli avevano inviato donazioni per far in modo che la Contea hobbit italiana diventasse realtà. Ecco perché l’evento è stato chiamato “Bentornati a casa”: le migliaia di appassionati de Il Signore degli Anelli che sono venuti fin qui da Palermo, Modena, Vicenza, Roma o Napoli e che in questi mesi hanno sognato di poter vedere con i loro occhi la Contea, hanno potuto vivere per la prima volta l’ospitalità hobbit e il calore di una grande famiglia. Qualcuno, per restare in tutti e tre i giorni del weekend, ha deciso addirittura di dormire in tenda, sfidando le temperature ancora abbastanza fredde delle notti di inizio primavera e, soprattutto, la mancanza dei servizi come acqua corrente ed elettricità: d’altronde la Contea, intesa come villaggio, sta muovendo proprio in questo periodo i primi passi e non è stata mai concepita come un’area da campeggio. Pur di esserci, però, si supera anche il freddo e un soggiorno spartano.

Nicolas Gentile presiede la festa degli hobbit

Nicolas Gentile presiede la festa degli hobbit

Daniele Polidoro

Forse è anche questo un dei messaggi d’affetto più belli ricevuti da Nicolas in questi tre giorni: scoprire quanto le persone siano felici in un luogo che fisicamente ancora non c’è. C’è però la magia dello stare insieme condividendo le stesse passioni: è questa, a oggi, la vera forza della Contea Gentile. E così, mentre le persone si recano in pellegrinaggio alla prima casetta hobbit creata in quello che una volta era un terreno agricolo, per scattarsi una foto o vedere la mappa della Terra di Mezzo presente all’interno, sotto il tendone dei banchetti succede di tutto. Perfino che Daniel e Catherine, una coppia sulla sessantina di Seattle, partecipi insieme ad un’altra decina di coppia al matrimonio dei mezzuomini. Sono entusiasti di presentarsi davanti al sindaco della Contea, Nicolas, per ascoltare la formula di rito. Dopo aver stretto le mani in un nastro arancione legato da Gandalf in persona, si lasciano andare a un bacio appassionato tra gli applausi degli altri hobbit che brindano e banchettano con sidro di mele e stinco di maiale. 

Una delle case hobbit della Contea Gentile

Una delle case hobbit della Contea Gentile

Non è raro, nella Contea, incontrare gli elfi: molti di loro si esercitano con arco e frecce insieme agli armigeri e balestrieri di Bucchianico, il gruppo locale che rievoca una compagnia d’arme dei primissimi anni del Trecento, mentre fabbri, artigiani e mercanti vendono i loro prodotti nella vicina fiera. Qui si può trovare di tutto: dall’Erba Pipa a delle fedelissime riproduzioni dell’Unico. Non potevano mancare i nani che ovviamente non hanno potuto fare a meno di fare festa alla loro maniera. Tra corse con i sacchi, tiro alla fune e lancio delle pietre hanno incoronato il loro Re sotto la montagna (la Majella in questo caso) al quale poi hanno dedicato il loro omaggio intonando tutti insieme Far over the misty mountains cold, canzone del gruppo Clamavi De Profundis presente nel film Lo hobbit. Tuttavia, per giorni non si è solo cantato, ballato e mangiato: in un altro tendone, quotidianamente, si sono tenute letture (il 25 marzo in particolare si è celebrato il Tolkien reading day), conferenze sull’ambiente e sulla saga de Il Signore degli Anelli, a cui ha partecipato con un saluto telefonico anche l’attore Pino Insegno, che nel doppiaggio italiano ha prestato la voce a Viggo Mortensen nel ruolo di Aragorn nella trilogia.

Dopo mille strette di mano, abbracci e chiacchierate con le fantastiche creature che hanno popolato la Contea in questo fine settimana, siamo riusciti a parlare con Nicolas al calar del sole, per capire a che punto fosse il suo progetto: “Entro la fine del 2022 – spiega – proprio qui al centro della Contea nascerà la prima casetta abitabile e sarà possibile visitarla. In tantissimi mi stanno sostenendo anche se adesso stiamo vivendo un momento complicato a causa dei rincari dei prezzi sulle materie prime. Ho molto rispetto delle donazioni che ho ricevuto negli ultimi mesi per la creazione della Contea, tanto che la notte faccio fatica ad addormentarmi perché vorrei riuscire a portare a compimento il sogno di tutte queste persone”. 

L’evento “Bentornati a Casa”, sarà uno stimolo in più per Nicolas, letteralmente travolto dall’affetto dei suoi numerosissimi sostenitori. Molti di loro non sono potuti arrivare a causa delle limitazioni imposte anche da motivi di ordine pubblico: “In questo momento c’è bisogno di un pizzico di gioia e di spensieratezza, ed è quello che avvenuto in questi giorni – dice – sono molto contento delle migliaia di persone che sono venute nella Contea che piano piano sta prendendo forma, scenograficamente sembra già una Contea vera propria anche se le case hobbit saranno costruite a breve. Sarà un progetto completamente no profit, sarà un’associazione, dove tutti potranno venire a trovarci per passare dei momenti di semplicità e armonia, anche se ammetto che questo periodo è sicuramente il meno hobbit della mia vita”.

Un combattimento tra Cosplayer

Un combattimento tra Cosplayer

Daniele Polidoro

In compenso, però, Nicolas ha fatto vivere tre giorni da hobbit a molti. C’è chi medita sul grande prato, chi resta affascinato dagli animali, chi si scambia il numero di telefono per rincontrarsi nella propria regione, come si fa a un concerto. “Siamo tutti cresciuti con le storie di Tolkien, è bellissimo vivere l’esperienza della Contea dal vivo”, spiega un ragazzo vestito di un’armatura pesantissima. 

Il bello della Contea è che fa capire quello che si può realizzare con poco – aggiunge un collega del soldato – basta un po’ di terreno, un sogno e tanta fantasia. È riuscito a mettere insieme un numero inimmaginabile di persone con la passione per il Signore degli Anelli, ma non solo: qui tutte le persone si sentono libere di essere, quello che nella vita normale non possono essere”. Elisa è un’elfa di Modena, ed è una delle fan della prima ora: “Ho conosciuto Nicolas e l’ho iniziato a seguire su Instagram già dai primi giorni – spiega – donando anche qualcosa per aiutarlo nella realizzazione di questo gran bel progetto. È un sogno per noi fan di Tolkien e della Terra di Mezzo che diventa realtà, vorrei ringraziare Nicolas per quello che sta facendo”. 

Marco, invece, è venuto dalla Calabria, è vestito da Gandalf il Bianco ed è uno dei cosplayer a cui gli ospiti della Contea hanno chiesto più foto. Un viaggio lungo, come quello fatto da altri, dal quale tornerà con qualcosa in più: “Qui si sente il concetto di famiglia, ognuno fa qualcosa per l’altro e questa solidarietà non è facile da trovare altrove – dice – sono venuto qui da solo ma ho fatto amicizia con tante persone, che in realtà mi sembra di conoscere tantissimo tempo”.

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