giovedì, Maggio 26, 2022

Ancora una volta la scienza ci dice che il cellulare non provoca il tumore al cervello

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Si amplia ulteriormente il corpus di evidenze secondo le quali l’uso del telefono cellulare non sarebbe correlato all’insorgenza di tumore al cervello. La questione, che è da lungo tempo oggetto di dibattito all’interno della comunità scientifica, è recentemente tornata agli onori delle cronache dopo il lancio del 5G, la rete mobile di nuova generazione. La notizia di oggi è che un nuovo studio, condotto da un gruppo di ricercatori della Oxford Population Health e della International Agency for Research on Cancer (Iarc), mostra, in sostanza, che non c’è alcun aumento del rischio di contrarre tumore al cervello in seguito all’uso del telefono cellulare. Il lavoro è stato pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute

Un po’ di contesto

Lo spettro elettromagnetico, ossia l’insieme delle frequenze delle onde elettromagnetiche, quelle per l’appunto emesse dai cellulari (ma non solo: qualsiasi oggetto che funziona a elettricità, dall’aspirapolvere alle lampade a fluorescenza, emette onde elettromagnetiche), si divide in radiazioni ionizzantiradiazioni non ionizzanti. L’esposizione a radiazioni ionizzanti, per esempio quelle dei raggi X, ha un effetto notoriamente cancerogeno, ormai noto da tempo alla comunità scientifica. 

I telefoni cellulari, invece, emettono radiazioni non ionizzanti, con frequenze comprese tra 30 kilohertz300 gigahertz: per queste frequenze, stando a quanto riporta per esempio il National Cancer Institute, non esiste al momento alcuna evidenza solida di correlazione con l’aumento del rischio di cancro. L’unico effetto biologico riconosciuto, sempre secondo la stessa fonte, potrebbe essere il surriscaldamento dei tessuti nelle immediate vicinanze della sorgente che emette le onde: in altre parole, accostare il cellulare alla testa, e tenervelo appoggiato per un tempo abbastanza prolungato, provoca un riscaldamento locale (che però non ha effetti misurabili sulla temperatura del corpo) le cui conseguenze sulla salute, però, non sono chiare. 

Inoltre, secondo qualcuno c’è la possibilità che l’energia delle radiofrequenze abbia conseguenze sul metabolismo del glucosio, anche se – ancora – non c’è alcuna evidenza chiara in merito: se uno studio ha infatti mostrato un effettivo aumento del metabolismo del glucosio nella regione del cervello vicina all’orecchio su cui solitamente si appoggia il cellulare, un altro ha mostrato, nella stessa regione, l’effetto diametralmente opposto, ossia una riduzione del metabolismo del glucosio. Troppe incongruenze per poter trarre una conclusione definitiva sulla questione. 

Cellulare e cancro

Per quanto riguarda nello specifico il cancro, la questione è ancora più complicata. Come vi avevamo raccontato, diverse prove sembrano mostrare che le radiofrequenze non inducono alcun danno al dna (il che, a cascata, sarebbe responsabile dell’insorgenza del cancro). Uno studio condotto dal National Insitute of Environmental Health Sciences (Niehs), ente che fa parte dei National Institutes of Health (Nih) statunitensi, condotto su topi, ha suggerito che non ci sono prove “di una relazione tra uso di telefoni cellulari e cancro”, in particolare per tumori cerebrali maligni, come il glioma, e benigni, come il neuroma e il meningioma, anche se gli autori descrivono alcune possibili correlazioni (ma non rapporti di causa-effetto) per determinati sottogruppi di persone. 

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