giovedì, Maggio 26, 2022

Che cosa succede quando un aereo “non risponde ai comandi”

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È molto importante nella sicurezza il ruolo dei computer (che non sostituiscono ma integrano e vengono indirizzati dai piloti), insieme alle procedure e delle check-list (le cose da fare in cabina di pilotaggio prima, durante e alla fine del volo) e soprattutto il compito dei piloti, professionisti che vengono addestrati e aggiornati costantemente con test fisici, psicoattitudinali e funzionali continui, simulazioni di incidenti con le più diverse procedure da utilizzare in caso di anomalia.

Pietro Pallini, ex comandante di lungo raggio anche sui Boeing 777, con 16mila ore di volo, commenta con una battuta l’idea che un aereo debba fare una “riattaccata” in fase di atterraggio: “Alla vecchia scuola di volo strumentale l’istruttore era solito dire: si inizia un avvicinamento strumentale per riattaccare. Poi, se poi tutto va bene, si atterra”.

Una riattaccata in fase di atterraggio succede in tutti gli aeroporti del mondo per i motivi più diversi e a quote differenti: dalla quota minima di 20 piedi (6 metri circa) in caso di atterraggio completamente strumentale ai 1150 piedi (350 metri circa) per il volo Air France. Viene provocata dalle cause più diverse: un’anomalia, cioè una serie di informazioni contrastanti fornite dai computer di bordo in fase di avvicinamento, oppure per traffico di altri aerei, ostacoli sulla pista, improvvisi cambi di vento o altri fenomeni atmosferici, guasto a un motore, errori dei computer di bordo che gestiscono una serie di funzioni sotto il controllo costante dei piloti. La domanda, però, resta: è un vero pericolo?

“Tra le cose che vengono ripassate prima dell’inizio dell’avvicinamento – dice Pallini, che al tema della sicurezza ha dedicato il suo libro Allacciate le cinture. I segreti del volo raccontati da un piloti – ci sono i parametri della riattaccata. Non si inizia un avvicinamento se non è chiaro su cosa fare se c’è un problema: percorsi, quote, stazioni radio per la navigazione. E poi si predispone anche una finestra mentale per una eventuale riattaccata a seguito di avaria, ad esempio con un motore in meno. Si prepara tutto perché in aria non ci si può fermare un attimo a guardare il manuale e la cartina: bisogna sempre avere le idee chiare su cosa si deve fare in qualsiasi circostanza”.

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