giovedì, Maggio 26, 2022

Che cos'è e come funziona il Consiglio di sicurezza dell'Onu

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Il massacro di Bucha rappresenta un drammatico momento di svolta nell’invasione russa dell’Ucraina. Le truppe del Cremlino sono state accusate di crimini di guerra, per aver torturato, stuprato, ucciso e abbandonato i corpi di almeno 300 civili, mentre occupavano la città. Per questo, durante il suo intervento presso il Consiglio di sicurezza dell’Onu, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto al più importante organismo delle Nazioni Unite di agire contro Mosca. Nel suo discorso, riportato da Reuters, Zelensky ha criticato l’immobilità del Consiglio, per non aver preso alcuna risoluzione contro la Russia, a più di un mese dall’inizio dell’invasione.

Sebbene la responsabilità debba essere ancora accertata ufficialmente, tramite un’indagine indipendente, le immagini satellitari analizzate dal New York Times sembrano confermare la presenza dei cadaveri nelle strade di Bucha, durante tutto il periodo di occupazione russa. Inoltre, nonostante i funzionari del Cremlino continuino a negare qualunque responsabilità e a sostenere come i militari russi non attacchino i civili, il collettivo indipendente di giornalismo investigativo Bellingcat ha pubblicato un lungo articolo di debunking, in cui vengono confutate tutte le dichiarazioni di Mosca.

Nel frattempo però, il pericolo di nuovi massacri aumenta con il protrarsi dell’occupazione militare e starebbe al Consiglio di sicurezza dell’Onu assumere una risoluzione per impedirlo. Ma le procedure, sono delicate e complicate, soprattutto perché la Russia è un membro permanente del Consiglio e, pertanto, può esercitare il suo potere di veto su ogni risoluzione.

Che cos’è l’Onu e quali sono i sono i suoi fini?

L’Onu è un’organizzazione internazionale che svolge un ruolo fondamentale nella cooperazione e nel coordinamento delle relazioni tra gli Stati. Nata ufficialmente il 24 ottobre 1945, data della ratifica della Carta dell’Onu da parte di Cina, Francia, Unione Sovietica, Regno Unito, Stati Uniti e altri quarantasei paesi, oggi ne conta al suo interno 193. I “fini delle Nazioni Unite”, come riportato dall’articolo 1 della Carta, sono il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, lo sviluppo di relazioni tra nazioni amichevoli “fondate sul rispetto e sul principio dell’eguaglianza dei diritti e dell’auto decisione dei popoli”, l’assunzione di misure adatte a rafforzare la pace universale, il conseguimento della cooperazione internazionale nella risoluzione dei problemi internazionali e la promozione del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Che cos’è il Consiglio di sicurezza?

Il Consiglio di sicurezza è il più importante organismo delle Nazioni Unite. Ne fanno parte dieci membri temporanei eletti ogni due anni – nel numero di tre tra gli stati dell’Africa, uno dell’Europa Orientale, due dell’America Latina, due dell’Asia e due dell’Europa Occidentale ed altri (Australia, Canada e Nuova Zelanda) – e cinque membri permanenti. Questi ultimi rappresentano le potenze vincitrici della seconda guerra mondiale e sono Cina, Francia, Regno Unito, Russia (in sostituzione dell’Unione Sovietica) e Stati Uniti. La caratteristica più importante dei membri permanenti è il cosiddetto potere di veto, cioè la possibilità di bloccare una risoluzione del consiglio con un solo voto contrario.

Chi partecipa al Consiglio?

Tutti gli stati membri dell’Onu posso partecipare attivamente alla discussione del Consiglio, senza però avere il diritto di voto, che viene limitato ai dieci membri eletti e ai cinque permanenti.

Come funzionano le votazioni?

Ogni membro del Consiglio può esprimere un solo voto. Per approvare le cosiddette questioni “di procedura” cioè formali, serve il voto favorevole di almeno nove membri. Mentre per “ogni altra questione”, tra i nove voti richiesti per approvare una risoluzione, devono essere inclusi i cinque voti dei membri permanenti

In qualsiasi questione, Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti, possono imporre il loro diritto di veto, eliminando sul nascere la formazione di una risoluzione. Questo istituto è una delle più grandi limitazioni ai poteri del Consiglio. Anche membri eletti possono esercitare il cosiddetto veto collettivo, o di blocco, in opposizione a quelli permanenti, per farlo servono almeno sette voti.

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