venerdì, Maggio 20, 2022

Cosa sappiamo dei sintomi della nuova variante del coronavirus, XE

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Dopo omicron 2 (BA.2), c’è una nuova variante di coronavirus, rinominata XE e recentemente documentata, frutto della ricombinazione fra omicron (BA.1) e omicron 2. Scoperta per la prima volta nel gennaio 2022 nel Regno Unito, XE conterebbe ad oggi qualche centinaio di casi – nell’ultima settimana di marzo erano più di 600 – ma potrebbe via via espandersi, anche considerando che sembra più trasmissibile rispetto alle varianti precedenti. Per ora la variante è sotto osservazione e non desta preoccupazione. 

Attualmente, le autorità sanitarie inglesi hanno appena allungato la lista dei sintomi di Covid-19, aggiungendone altri 9 all’elenco iniziale, in una nuova guida della Uk Health Security Agency. Le manifestazioni più tradizionali, quali febbre e mancanza di olfatto, cedono un po’ di terreno a “nuovi” disturbi, come naso che cola e mal di testa. Ecco tutti i sintomi.

I sintomi collegati a Covid-19

Nel paese i casi notificati di XE alla fine di marzo 2022 erano 637: i numeri ancora ridotti non consentono di identificare con prove statistiche solide eventuali differenze nei sintomi di Covid-19 associati alle diverse varianti. Da sempre, il Regno Unito monitora costantemente i sintomi dei cittadini inglesi grazie all’applicazione Zoe Covid Study Symptoms app. 

Come si legge in un articolo sul British Medical Journal, i primi 5 sintomi più diffusi oggi, segnalati tramite la app, risultano essere: naso che cola (83%), affaticamento (71%), mal di gola (69%), mal di testa (69%) e starnuti (68%). L’articolo su Bmj con questi dati è a firma di Tim Spector, coordinatore scientifico del progetto Zow Covid Study: l’esperto fa notare come a partire dalla comparsa di omicron altri problemi, quali febbre e perdita dell’olfatto, siano passati un po’ in secondo piano e meno diffusi.

I 9 “nuovi” sintomi nell’elenco ufficiale

Anche a livello formale, le autorità inglesi si sono mosse modificando l’elenco ufficiale dei sintomi associati all’infezione. Prima la lista includeva soltanto: febbre, tosse persistente e perdita di olfatto o gusto. Ora, in linea anche con le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità e delle autorità statunitensi (Cdc), sono stati aggiunti altri 9 disturbi. Questi sono: fiato corto, stanchezza o sentirsi esausti, dolori muscolari e articolari, mal di testa, mal di gola, naso chiuso o che cola, perdita di appetito, diarrea e sensazione di malessere. Nell’elenco dell’Oms compaiono anche, fra i problemi meno comuni, eruzione cutanea o scolorimento delle dita delle mani o dei piedi e occhi rossi o irritati.

In molti casi queste manifestazioni sono sovrapponibili con quelle dell’influenza o di sindromi para-influenzali, pertanto le autorità inglesi ricordano che non è possibile riconoscere la presenza di Covid-19 sulla base dei sintomi. La regola rimane la stessa: chi ha sintomi respiratori e febbre deve rimanere a casa e possibilmente evitare contatti con gli altri. Come fa notare Tim Spector, finalmente è arrivato anche l’aggiornamento ufficiale, che va nella direzione di una maggiore riduzione delle infezioni da Covid. Tuttavia, come spiega, anche a causa delle nuove varianti, l’ordine di frequenza dei sintomi sta cambiando e bisogna tenerne conto.

XE, ancora non preoccupa

XE non rientra per ora nelle “varianti che destano preoccupazione”, secondo la specifica definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità, che ad oggi restano delta e omicron. La sigla XE non è casuale ed è legata al fatto che la nuova forma virale deriva da una ricombinazione – di qui la X – di alcune varianti precedenti. Anche la E non è casuale: ci sono infatti anche le varianti, sempre frutto di ricombinazione, XA, XB, XC, XD e XF. In particolare le varianti XD, scoperta in Francia e XF, nel Regno Unito, frutto del mescolamento della delta con la omicron, sono sotto monitoraggio da parte delle autorità sanitarie.

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