sabato, Maggio 18, 2024

Storia del galletto di ceramica e altri simboli della resistenza ucraina

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La guerra tra Russia e Ucraina passerà alla storia come il primo conflitto europeo che ha coinvolto anche i social network. Una copertura a 360 gradi che ha permesso di avere molte più informazioni dal fronte delle battaglie più dure ma che, dall’altro, ha costretto i media di informazione a un gigantesco lavoro supplementare per sbugiardare fake news ed episodi montati a regola d’arte. Ma in mezzo alla propaganda c’è stato spazio anche per trasformare alcuni oggetti – virali – in veri e propri simboli della guerra e della resistenza in corso. Oltre al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, uno dei simboli principali della resistenza ucraina all’invasione russa è diventata una brocca di ceramica a forma di gallo.  

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Nel susseguirsi di immagini dei bombardamenti nelle città del Paese europeo, una foto di un appartamento devastato dalle bombe russe a Borodianka, a nord-ovest di Kiev, ha fatto il giro del mondo ed è presto diventata virale per la presenza della caraffa, rimasta intatta. Una foto-simbolo che si è presto trasformata nell’icona della resistenza e della resilienza del popolo ucraino: a tal punto che, quando il premier britannico Boris Johnson ha incontrato Zelensky a Kiev per portare il sostegno del Regno Unito, una donna si è avvicinata al primo ministro per porgere due brocche di ceramica a forma di galletto. «Vengo da Londra», ha detto il premier britannico. «Lo so, io da Kharkiv», ha risposto sorridendo la donna, a cui Johnson ha chiesto se le caraffe fossero «da usare per l’acqua oppure per il vino» non riconoscendo sul momento l’opera artistica di Prokop Bidasiuk, artista creatore della caraffa che vanta alcuni dei suoi lavori esposti al Museo nazionale di arte decorativa popolare di Kiev. 

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