lunedì, Maggio 27, 2024

Letizia Battaglia e l’arte della fotografia sociale

Must Read

Questo articolo è stato pubblicato da questo sito

image

Nel documentario di Franco Maresco, si fa convincere dall’amico regista ad andare a una manifestazione in memoria dei giudici Falcone e Borsellino e resta scioccata per la leggerezza con cui una celebrazione così importante si sia trasformata in una sorta di sagra di paese, quasi una festa.  Dal palco dei politici lei ascolta l’inizio del discorso commemorativo dove si sente distintamente la parola «scomparsi». Letizia si arrabbia, ironizza e si commuove: «Certo, Falcone e Borsellino sono scomparsi!». La realtà è che sono stati trucidati dalla mafia e dalla politica italiana e solo con queste parole il pensiero avrebbe ripreso lo spazio concesso senza senso ai balli e ai sorrisi da fiera paesana.

La prima vittoria di Letizia Battaglia è stata nel ritrovare il proprio equilibrio e un’indipendenza personale ed economica che l’hanno portata a Milano fino alla metà degli anni’70 a collaborare come fotografa in varie testate giornalistiche. Nel 1975 è tornata a Palermo dove ha trovato la forza e l’energia di seguire la propria vocazione di fotografa presso il quotidiano L’Ora di Palermo, uno dei giornali progressisti più antichi del capoluogo siciliano che ha fatto delle inchieste sulla mafia la propria vocazione e ha sempre puntato l’attenzione sui rapporti tra Cosa Nostra e lo Stato. 

In questo ambiente si è svolta la militanza e il lavoro artistico di Letizia Battaglia che è stata in grado di dare un volto ai rapporti tra mafia e politica, alle conseguenze umane del business dell’eroina controllato da Cosa Nostra e del sacco di Palermo nel periodo delle speculazioni e degli appalti truccati ai tempi del sindaco democristiano e mafioso Vito Ciancimino.

Letizia fa sentire all’Italia e al mondo il brivido selvaggio di vivere in una modernità falsata, ipocrita in cui l’omicidio politico è il vero volto della democrazia. Un disastro civile che negli anni ’80 si trasforma nella carneficina dei corleonesi di Totò Riina e culmina nelle stragi di Capaci e via d’Amelio.

L’opera di Letizia riesce, però, a non farsi travolgere dalla mafia. In lei la lotta e la militanza si sublimano perché il suo sguardo è tutto per le vittime ed è pregno di un’indignazione che rende la brutalità mafiosa e l’inciviltà politica ciò che sono: il nulla di fronte alla grandezza umana. Nelle foto c’è l’arte di una donna sensibile, educata al cinema, all’arte che nella sua ricerca di verità sa rispettare il dolore e non lo guarda mai con indifferenza. 

Ogni scatto è un’illuminazione, una carezza, uno schiaffo, un invito a cogliere l’attimo e a non distogliere lo sguardo per il bene di ognuno di noi. La fotografia è un’impronta, ma non solo perché lascia un segno di luce su una pellicola. Ogni scatto è un omaggio alla persona, all’umanità che non dobbiamo perdere. Per questo Letizia è ironica e al contempo drammatica. Non c’è mistificazione nelle sue foto, ma un’energia vitale pura, uno spazio di libertà che solo l’ignoranza dei politici collusi con la mafia non può leggere.

Per questo nel 1985 viene consacrata tra i grandi maestri della fotografia del ‘900 e diventa la prima donna europea a ottenere il Premio Eugene Smith per la fotografia sociale. La politica non le ha dato soddisfazione e dopo le tenui speranze di inizio anni ’90 la mafia riprende il controllo sulla politica tanto da indurre Letizia a fuggire a Parigi. Un confinamento che nel 2004 non fa notizia, nell’indifferenza di una nazione che non è capace di fare i conti con la malavita e Matteo Messina Denaro è latitante dal 1993. Nel 2005 Letizia Battaglia torna a Palermo perché sa che «bisogna continuare a lottare e ricordare», alla continua ricerca di un’alternativa. 

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
Latest News

Intelligenza artificiale, ingannandola e facendola andare in crisi può diventare un'arma pericolosa

“Impieghiamo molte strategie per assicurare la sicurezza dei nostri sistemi e non possiamo rivelarle tutte” prosegue Anil. Si procede...
- Advertisement -spot_img

More Articles Like This

- Advertisement -spot_img