mercoledì, Maggio 22, 2024

Continua a crescere la rete di ricarica in Italia. Il rapporto Motus-E

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Un’infrastruttura di ricarica capillare è fondamentale se si vuole spingere sulla crescita della diffusione delle auto elettriche. Si tratta di un tema molto importante di cui abbiamo parlato diverse volte. Ma come sta andando la crescita della rete di ricarica in Italia? A scattare una fotografia della situazione ci ha pensato Motus-E, pubblicando un rapporto con dati aggiornati al 31 marzo 2022.

L’INFRASTRUTTURA CRESCE


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Secondo quanto raccontato, in Italia ci sono 27.857 punti di ricarica pari a 14.311 colonnine. Infrastrutture collocate in 11.333 location accessibili al pubblico. Il 77,3% delle infrastrutture si trova su suolo pubblico, come le strade. Il 22,7%, invece, in aree private come i supermercati.

Dati che mostrano come in Italia la rete stia progredendo. Infatti, alla fine dicembre 2021, un precedente rapporto di Motus-E raccontava di 26.024 punti di ricarica. Dunque, c’è stata una crescita del 7% (+1.833 punti di ricarica) rispetto al trimestre precedente, un tasso di crescita superiore rispetto al +5% del trimestre ottobre-novembre-dicembre 2021. Volendo fare un confronto rispetto ad un anno fa, la crescita è stata di 7.100 punti di ricarica (+34%).

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Motus-E aggiunge che dal settembre 2019, cioè da quando ha iniziato ad effettuare queste rilevazioni (10.647 punti di ricarica in 5.246 infrastrutture) c’è stata una crescita del +162% e una crescita media annua del +47%. Tuttavia, il rapporto mette in evidenza un dato non positivo e cioè che il 12% delle infrastrutture installate non risulta ancora utilizzabile. Punti di ricarica non ancora attivi per diversi motivi tra cui la mancanza di collegamento alla rete elettrica.

Si tratta di un dato stabile da diversi mesi. A marzo 2021 era addirittura del 22% per poi scendere al 12% a settembre e risalire leggermente al 13% a dicembre. Un calo che è stato possibile grazie agli sforzi per migliorare i processi di autorizzazione. Tuttavia, secondo Motus-E è arrivato il momento di fare un ulteriore passo avanti.

PIÙ PUNTI DI RICARICA IN NORD ITALIA


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Il rapporto si sofferma anche sulla potenza dei punti di ricarica. Il 93% è in corrente alternata, mentre il 7% in corrente continua.

Il 16% dei punti sono a ricarica lenta (con potenza installata pari o inferiore a 7 kW), il 77% a ricarica accelerata o veloce in AC (tra più di 7 kW e 43 kW), solo un 3,5% fast DC (fino a 50 kW) e le restanti 3,5% ad alta potenza (di cui il 2% fino a 150kW e l’1,5% oltre i 150 kW). Si assiste ad installazioni a potenze sempre più elevate, ad esempio guardando solo i punti di ricarica installati nell’ultimo trimestre, il 16% circa è in DC (con potenze superiori ai 43 kW).

A livello geografico, il 57% circa dei punti di ricarica sono distribuiti nel Nord Italia, il 23% circa nel Centro mentre solo il 20% nel Sud e nelle Isole. Inoltre, il 32% dei punti di ricarica è disponibile nei capoluoghi di provincia ed il restante negli altri comuni del territorio. Secondo il rapporto, la Lombardia dispone del 16% di tutti i punti di ricarica (4.592). Seguno poi il Piemonte, il Lazio, l’Emilia Romagna, il Veneto e la Toscana.

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In termini di crescita assoluta, le regioni che nell’ultimo trimestre sono cresciute maggiormente sono il Piemonte, l’Emilia-Romagna, il Lazio, la Toscana ed il Veneto. Le regioni che hanno incrementato di più i loro punti di ricarica rispetto a dicembre sono la Basilicata (+19%), la Campania (+ 16%), la Puglia (+15%) , la Calabria (+12%) e la Sardegna (+12%).

E in autostrada come siamo messi in Italia? Secondo il rapporto di Motus-E, ci sono 150 punti di ricarica, di cui 115 con ricarica fast o ultrafast. Considerando una rete autostradale di 7.318 km, significa 1,6 punti di ricarica fast o ultrafast ogni 100 km.

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