venerdì, Maggio 24, 2024

Siamo saliti su Mercedes Vision EQXX e avremmo voluto restarci

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Siamo saliti su Mercedes Vision EQXX, l’efficiency car della Casa di Stoccarda a meno di una settimana dalla sua impresa. E siamo stati i primi in Italia a farlo per raccontare come questa vettura sia fondamentale per la mobilità elettrica perché dimostra che con la tecnologia di oggi è già possibile spostarsi senza l’assillo dell’autonomia. I 1000 km di libertà della Mercedes Vision EQXX ottenuti con 100 kWh di batteria erano già stati presentati al pubblico durante il Consumers Electronics Show di Las Vegas di gennaio. Un dato teorico dichiarato possibile dagli studi ingegneristici, ma che nessuno aveva ancora sperimentato con una vera prova su strada. Ecco cosa sono riusciti a creare gli ingegneri Mercedes in 18 mesi di lavoro; il tempo che normalmente serve per approvare la tinta di una carrozzeria.   

5 aprile 2022, il giorno dei 1000 km

La data spartiacque tra il prima e il dopo della mobilità elettrica è il 5 aprile 2022. Alle 7 del mattino Mercedes Vision EQXX parte dagli stabilimenti di Sindelfingen in Germania con il 100% della batteria. Alle 19 e 2 minuti l’arrivo a Cassis in Costa Azzurra, territorio caro a Mercedes, con il 15% di batteria. In totale l’efficiency car di Mercedes ha percorso in 11 ore 32 minuti effettivi ben 1008 km passando per il tunnel del San Gottardo e Milano. Ma da quella sola ricarica, certificata dal TÜV Süd, ne sono rimasti ancora 140 km da percorrere. La velocità media è stata di 87,4 km/h con dei picchi di 140 km/h. L’obiettivo era tenere un andamento reale con tanto di traffico e rispettoso dei limiti di velocità. In pratica, Mercedes Vision EQXX ha consumato 8,7 kWh ogni 100 km. Un risultato che è nato dalla capacità degli ingegneri di Mercedes di saper innovare in maniera olistica in tutte le aree tecniche che hanno un impatto effettivo sul consumo di energia: aerodinamica, peso ed efficienza del motore. Giusto per avere un metro di confronto, gli sport utility elettrici attualmente sul mercato hanno un consumo medio che parte da 20 kWh per 100 km.   

Una silhoutte sensuale

L’efficienza è la strada della desiderabilità e Vision EQXX con la sua autonomia da primato è una berlina dalla linea molto sensuale. Alla base del design delle linee esterne di questa vettura disegnate nel nuovo centro stile europeo Mercedes, vicino a Nizza, c’è una precisa ricerca delle proporzioni ottimali. Gli ingegneri ispirati dalla natura volevano una parte anteriore rotonda e un corpo affusolato. I designer avrebbero preferito un’auto molto bassa e muscolosa. La soluzione escogitata con un’area frontale di 2,12 mq è la migliore in termine di efficienza e sensualità perché prevede il frontale più largo e il posteriore più stretto di 50 mm. In questa maniera le ruote posteriori rotolano nella scia di quelle anteriori. E per ridurre ulteriormente la loro resistenza, i cerchioni di magnesio si riempiono e diventano un tutt’uno con i pneumatici Bridgestone’s Turanza Eco da 20 pollici. Il loro indice di rotolamento è fermo a 4,7. A titolo di confronto, l’attuale etichetta europea dei pneumatici ha 6,5 come punteggio più alto nella classe A. Inoltre, hanno un battistrada stretto e una cintura più tesa. Questa soluzione offre una manovrabilità chirurgica soprattutto negli spostamenti di corsia alle alte velocità. 

Il lato più più piccolo di 50 mm

Il lato più più piccolo di 50 mm

Mercedes-Benz AG – Communications & Marketing

Infine, Vision EQXX ha un diffusore posteriore attivo che si allunga all’indietro a 60 km/h per fornire un migliore flusso d’aria e riduce la resistenza aerodinamica. Questo ha determinato una resistenza aerodinamica di 0,17 Cx. Ed è proprio questa ricerca estrema del valore sempre più basso a portare un nuovo tipo di design, forse più accattivante proprio perché direttamente ispirato alla natura. Designer e ingegneri hanno tolto tutto quello che c’era da togliere, ma gli specchietti no. Avrebbero potuto inserire delle telecamere, ma questo avrebbe implicato avere ulteriori due display interni che avrebbero rovinato la purezza del display centrale da 47.5 pollici oltre a non essere funzionali e a rimanere sempre accesi andando a consumare la batteria. La loro forma e dimensione, invece, serve a dare quella rotondità all’anteriore necessario a rendere la silhouette più filante.

1755 kg: meno pesa meno consuma

Gli ingegneri hanno imparato dal mondo del ciclismo che, in salita nelle tappe di montagna, i velocisti più pesanti e muscolosi fissano sempre li catarifrangenti dei pesi piuma. Il fattore decisivo è il rapporto peso/potenza. La velocità non è più interessante. Ora la performance si gioca su resistenza e minor consumo. Ecco perché la leggerezza è servita molto nei tratti in salita dalle forti pendenze. Gli ingegneri in questo caso hanno lavorato su tutti i materiali per renderli il più leggeri possibili. Si inizia dalle parti non sospese come i cerchioni in magnesio molto resistenti, ma estremamente leggeri. A colpirci sono state le innovative strutture bioniche in alluminio del tutto simili per forma e funzione alle ossa del corpo umano. Tra queste il pianale posteriore o il sistema di ammonizzazione: realizzati a partire dalla stampa 3D presentavano dei grandi buchi nei punti in cui non è richiesta la resistenza strutturale. Questo approccio strutturale si traduce in un risparmio di peso di circa il 20% rispetto alla fabbricazione di tipo convenzionale. 

La costruzione bionica del pianale posteriore

La costruzione bionica del pianale posteriore

Sulla batteria è stato fatto un grande lavoro di snellimento e miniaturizzazione. L’accumulatore sviluppato appositamente per la Vision EQXX ha praticamente la stessa quantità di energia della batteria dell’EQS, che è già un punto di riferimento globale tra le auto elettriche attualmente sul mercato. Tuttavia, ha il 50 percento in meno di volume, quindi occupa la metà dello spazio. In più è il 30 percento più leggero, ma ha una notevole densità di energia di quasi 400 Wh/l unita alla tensione di esercizio particolarmente elevata di oltre 900 volt. Il risultato è che la batteria compatta, che misura solo 200 x 126 x 11 cm, è anche relativamente leggera con 495 chilogrammi e si adatta a un’auto leggera. La trazione elettrica è stata sviluppata in collaborazione con gli esperti del Mercedes-AMG Petronas F1 Team. 

La Drive Efficiency

L’unità di trasmissione elettrica di Vision EQXX, composta da motore elettrico, trasmissione ed elettronica di potenza, è stata sviluppata insieme agli specialisti della F1 Mercedes Amg High Performance Powertrains. Si ricorda che il mantra di questa vettura non è la velocità, ma l’efficienza. Ecco perché è stato scelto un motore con un picco di soli 180 kW che però riesce a dare più del suo grazie alla leggerezza della vettura, alla bassa resistenza aerodinamica della vettura e alla propensione al rotolamento delle ruote. Molto più importanti delle massime prestazioni sono altri fattori. Proprio come la batteria, l’unità di trasmissione elettrica è compatta, leggera e altamente efficiente. La sua efficienza media in questa applicazione è del 95%. Ciò significa che il 95% dell’energia della batteria finisce alle ruote.

Il coefficiente i aerodinamicità

Il coefficiente i aerodinamicità 

Mercedes-Benz AG – Communications & Marketing

L’efficienza si lega anche al sistema di gestione termica. Il raffreddamento passivo è sufficiente durante il viaggio poiché la trasmissione elettrica genera poco calore di scarto grazie alla sua elevata efficienza. La piastra di raffreddamento nel sottoscocca utilizza il flusso d’aria per garantire un raffreddamento uniforme. Questa soluzione aerodinamica altamente efficiente aumenta l’autonomia di 20 chilometri, mentre il valore Cx rimane invariato a un minimo di 0,17. A bordo di Vision EQXX ho visto il pilota di Mercedes-Benz utilizzare più le palette per il recupero dell’energia che l’acceleratore. La modalità di guida D, infatti, ha tre livelli di recupero in frenata. Quella più forte consente la guida con il singolo pedale dell’acceleratore. È così potente da arrestare l’auto senza toccare i freni. E proprio perché vengono poco sollecitati, i dischi dei freni della EQXX sono in alluminio. È incredibile, inoltre, come nelle lievi discese la Vision aumenti di velocità naturalmente senza dover accelerare, ma anzi occorra regolare i paddle per non superare i limiti di velocità.

Mai soli. L’interfaccia UI/UX (user interface & user experience) è dotata di un nuovissimo display monoblocco che copre l’intera larghezza degli interni. Gli elementi dell’interfaccia utente supportano l’interazione tra il conducente e il veicolo. Questi includono l’Intelligenza Artificiale (AI) che imita il modo in cui funziona il cervello umano. Nella Vision EQXX, Mercedes-Benz adotta un approccio UI/UX radicalmente nuovo con una grafica in tempo reale che apra nuove possibilità digitali data la sua reazione istantanea alle esigenze del guidatore. Ciò porta inevitabilmente il mondo reale all’interno del veicolo. Succede, per esempio, quando sullo schermo è attivata la funzione Wind che mostra come l’aria interagisce con carrozzeria trattenendola o spingendola fino a dare i valori dell’energia consumata o prodotta. Alla stessa maniera la funzione Sun mostra l’inclinazione dei raggi solari e il numero dei watt prodotti dai pannelli solari posizionati sul tetto. Nell’arco della giornata di sole possono contribuire con 25 chilometri in più di autonomia. 

L'utilizzo dei nuovi materiali vegan

L’utilizzo dei nuovi materiali vegan

Mercedes-Benz AG – Communications & Marketing

La ricercatezza della sostenibilità

Ovviamente, un’attenzione così oculata per ridurre qualsiasi peso non può limitarsi al telaio o alla scocca, ma riguarda necessariamente anche gli interni che evitano qualsiasi materiale di origine animale. Per questa ragione bambù, cactus e funghi diventano i protagonisti premium dei nuovi rivestimenti. Si parte dall’utilizzo del tessuto Dinamica, una microfibra made in Italy realizzata con una parte di poliestere riciclato senza l’utilizzo di solventi organici, ma impiegando un processo a base d’acqua. Su questa tela sono stampati una serie di triangoli tridimensionali di diverse dimensioni color rosa e blu dall’impatto molto interessante. I tappetini sono realizzati in fibra di bambù, mentre il pellame dei sedili è realizzato con le foglie del fico d’india messicano. Altri tessuti utilizzati nell’abitacolo derivano dalla lavorazione dei funghi e portano con loro la capacità di essere un ottimo antimicotico. E poi la seta, ma derivata dall’azione dei batteri. Questi, infatti, se correttamente alimentati producono una sostanza proteica che disciolta nell’acqua viene utilizzata come materia prima per la filatura dando una seta molto leggera, ma resistente. Tanto da essere stata utilizzata per la realizzazione della maniglia interna della portiera. All’interno di Vision EQXX ci sono anche delle plastiche derivate dalla spazzatura indifferenziata. Questa viene fatta essiccare, triturata e con un processo termoplastico ritorna a essere una materia prima molto importante. Da 1,3 kg di rifiuti si può ricavare 1 kg di prodotto finito

L’aspetto più curioso, è aver scoperto questi dettagli dopo essere salito sulla Vision EQXX e aver percorso diversi chilometri. Al primo impatto, infatti, si percepisce come l’abitacolo sia davvero prezioso proprio perché al tatto queste tele e pellami si presentano come quelli a cui siamo abituati. Mai avrei pensato al contrario. L’insieme di tutte queste innovazioni ha regalato a Vision EQXX una fortissima personalità. È elegante e divertente. In strada è grintosa con una accelerazione pronta e potente. Niente da dire su assetto e comfort anche questi oggetto di un intenso lavoro. Certo, attira molto l’attenzione come tutte le cose belle. Insomma tante qualità così interessanti che sarebbe davvero un peccato classificarla semplicemente come una vettura molto efficiente. 

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