sabato, Giugno 22, 2024

Trademark: il last minute (prudente) decide le vacanze di Pasqua

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Restano ancora incerte le prospettive per il turismo in Italia e in Emilia Romagna. Tra aumento dei costi dei carburanti e preoccupazioni per l’evolversi della situazione internazionale, italiani e stranieri stanno riducendo il budget per le loro vacanze pasquali e primaverili. A fronte di un crescente interesse nei confronti della destinazione Italia, il conflitto russo-ucraino con tutte le sue implicazioni socio-economiche sta condizionando l’andamento delle prenotazioni internazionali da tutta l’area europea e anche dal mercato americano.

Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Turistico di Trademark Italia e Sigma Consulting che hanno effettuato il periodico sondaggio sul panel di operatori turistici della Riviera ed un’indagine demoscopica per inquadrare ancora meglio i trend, il 43% dei nostri connazionali ha deciso di fare qualche giorno di vacanza nel periodo primaverile.

Sul fronte della domanda nazionale, dunque, al canonico “milione e mezzo” di turisti italiani in vacanza per qualche giorno lontano da casa, si aggiungeranno circa 10 milioni di escursionisti per il primo assaggio stagionale di mare e di passeggiate sulle rive dell’Adriatico e dei mari Tirreno e Ligure, per le ultime escursioni in montagna o per le mostre e gli eventi delle grandi e piccole città d’arte e cultura della Penisola.

II sondaggio indica che i turisti italiani nel 2022 faranno gli stessi giorni di vacanza del 2019 (2/3 giorni), meteo permettendo. La variabile meteo, in un momento di prenotazioni last minute sempre più prudenti (per garantirsi zero complicazioni in caso di cancellazione), inciderà in maniera determinante sulla performance di strutture ricettive, parchi di divertimento e ristoranti. Le destinazioni preferite alla data del sondaggio sono per l’86% in Italia, per il 9% all’estero, mentre il 5% sta aspettando l’occasione fortunata dell’ultimo secondo.

Il budget di spesa per il tempo libero segue un percorso logico, di incremento naturale rispetto agli scorsi anni. In effetti, dal 2019 al 2021, per l’emergenza pandemia, i prezzi del settore hospitality nei mesi di alta stagione hanno subito ovunque sensibili aumenti (mediamente del 15-20%). Nella primavera 2022, a causa degli incrementi dei costi dell’energia, dei carburanti, dei prezzi delle materie prime e delle tariffe alberghiere, si sta verificando un altro incremento della spesa media non inferiore al 10% e tendenzialmente crescente.

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