sabato, Maggio 18, 2024

Cisco studia a Venezia il mondo del lavoro del futuro

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Venezia – Studiare il futuro del mercato del lavoro immersi in laguna, con un esperimento pilota che coinvolge sedici giovani del Sud Europa. Quasi un gioco, preso molto sul serio. Cisco, multinazionale americana dell’high tech, ha spedito a Venezia per tre mesi un gruppo di suoi dipendenti da Italia, Francia, Spagna e Grecia per partecipare a Venywhere, il progetto di fondazione di Venezia in collaborazione con l’università Ca’ Foscari per la diffusione di un modello di lavoro moderno e inclusivo. “Il modo in cui pensiamo al lavoro è profondamente cambiato”, ha detto Chuck Robbins, amministratore delegato di Cisco: “Le persone cercano flessibilità e le aziende devono sapere che, se vogliono attrarre talenti e trattenere i migliori, devono offrire modalità di lavoro ibride”.

Attraverso i tre mesi di Venywhere, ha spiegato Robbins, “possiamo raccogliere sul campo indicazioni concrete su ciò che si potrebbe realizzare, grazie all’esperienza dei nostri sedici dipendenti in una città storica che sta ridefinendo il proprio futuro”.

Manghi, ad Cisco Italia: “Creare una nuova armonia”

La squadra Cisco, a Venezia dai primi di marzo per svolgere le abituali attività, ha accettato di partecipare a un’analisi sull’esperienza di lavoro ibrido. L’azienda tech monitora i loro comportamenti in totale libertà, quali orari scelgono per lavorare e dove preferiscono farlo. I risultati verranno analizzati insieme a un team di ricerca della Ca’ Foscari e permetteranno di estrarre indicazioni e best practice per l’attuazione di modelli e soluzioni di lavoro ibrido replicabili da Cisco e dalle aziende partner .

“Non c’è la necessità di trovare un compromesso nel modo di lavorare, ma abbiamo l’opportunità di creare una nuova armonia, ha detto l’ad di Cisco in Italia, Gianmatteo Manghi. “Il mondo del lavoro dovrà essere sempre più inclusivo, permettendo a tutti di sentirsi coinvolto e di avere un impatto positivo. Le aziende dovranno essere sostenibili e digitalizzate, per garantire connessione tra le persone in totale sicurezza in termini di cybersecurity – ha aggiunto -. Tutto deve essere anche aperto agli attori dell’ecosistema, per promuovere scambi di idee sempre nuovi. In Venywhere ci sono le caratteristiche del lavoro flessibile del futuro e quello che il gruppo di pionieri ci restituirà da questa esperienza rappresenterà un prezioso contributo per capire in che modo la nostra idea di futuro del lavoro può entrare nella realtà di una comunità, trasformarla e farla crescere”.

Venywhere come laboratorio di innovazione vivente

Venywhere è solo all’inizio: i 16 dipendenti Cisco sono i primi ad abbracciare il progetto che da settembre partirà a pieno regime e sarà aperto ad europei, italiani e veneziani di ritorno. L’idea è di coinvolgere chi arriva in città in attività sociali, come i “pionieri” di Cisco che sono volontari per il progetto ‘Venezia capitale mondiale della sostenibilità’ ideato dalla città per studiare il futuro della laguna. “Venezia è città dei venti minuti by design – ha detto Gianpoalo Barozzi, guida delle risorse umane di Cisco -. Questa collaborazione ci permette di realizzare un laboratorio di innovazione vivente. Stiamo già notando che chi è qui sta aumentando di molto le sue reti di connessioni, un gruppo che si sta formando e che è destinato a restare”.

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