martedì, Maggio 21, 2024

Perché Winnie The Pooh sta facendo la storia

Must Read

Questo articolo è stato pubblicato da questo sito

Vale la pena ricordare che parliamo di legge americana, quindi di copyright statunitense, non italiano. Ma come sappiamo il grosso della cultura di massa che genera reddito è prodotto lì. E quest’anno oltre a, per esempio, I sette pilastri della saggezza di T. E. Lawrence, tra le altre opere note che si sono liberate come detto c’è Winnie The Pooh e il libro da cui è tratto Bambi, il che significa che quella storia è di tutti adesso. Non i disegni però (che appartengono al film del ‘42, quindi ci vogliono altri 24 anni perché sì liberino), nondimeno oggi chiunque può fare il proprio cartone intitolato Bambi che racconti quella storia lì, come chiunque può illustrare una storia di Winnie The Pooh come lo conosciamo.

Al tempo stesso ci sono anche film e registrazioni musicali che diventano di pubblico dominio, qui trovate un aggiornamento costante, annuale, dei lavori più noti e notevoli che diventano liberi. La questione tuttavia rimane: cosa faranno i grandi possessori di copyright nel momento in cui le loro proprietà più calde inizieranno a non essere più loro? Innanzitutto bisogna capire una cosa, che quando (per esempio) tra 2 anni si libererà Topolino, non sarà la versione che conosciamo oggi ma il suo concetto (un topo animato, con un nemico che è un gatto chiamato Gambadilegno ecc. ecc.) e quanto al design sarà quello del primo corto animato, cioè Steamboat Willie. Tutte le versioni e i design venuti dopo sono sotto altri copyright e verranno liberati quando sarà il loro momento. Non di meno è evidente che è la fine di un mondo e l’inizio di una valanga che non farà che crescere. Sempre parlando di Disney, tra 15 anni si libera Biancaneve e i sette nani e da lì ogni tot un nuovo classico. E 15 anni non sono tanti per una corporation.

Content

This content can also be viewed on the site it originates from.

Proprio per questa ragione il timore di molti è che accada qualcosa di simile al Mickey Mouse Act, cioè che la Disney insieme a chi ha i medesimi interessi, riesca ad ottenere una nuova estensione, nonostante dal 1998 ad oggi quell’idea di estendere il copyright sia stata ampiamente considerata come un errore dal punto di vista economico (conviene ad un’azienda ma non al resto dell’economia). Di certo al momento la Disney sta correndo ai ripari anche in altri modi, e lo abbiamo visto, producendo nuove versioni in live action dei suoi classici per il cinema (a partire da Biancaneve proprio), cercando cioè di sostituire nell’immaginario e nel merchandising quelle versioni vecchie, destinate ben presto a non essere più sue, con altre nuove e fresche che hanno 96 anni di sfruttamento economico davanti a sé. Quella di Winnie The Pooh con Ewan McGregor era uscita pochi anni fa ma con scarsissimo gradimento. Se riuscirà a fare in modo che le nuove generazioni considerino quelli i classici e non le oggi più popolari versioni animate avrà aggirato il problema.

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
Latest News

Campi Flegrei, cosa sappiamo dello sciame sismico

Nell'area dei Campi Flegrei la terra continua a tremare. A una prima scossa di magnitudo 3.5, registrata alle 19:51...
- Advertisement -spot_img

More Articles Like This

- Advertisement -spot_img