mercoledì, Maggio 22, 2024

Le nuove regole dell'Unione Europea per rendere più sicuro internet

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Facebook, Amazon e TikTok hanno rifiutato di commentare le nuove norme. “Fin dall’inizio il nostro problema principale con il meccanismo di crisi è stato che garantirebbe alla Commissione europea ampi poteri senza un adeguato sistema di pesi e contrappesi“, racconta Romain Digneaux di Dot Europe, un gruppo di pressione che annovera tra i propri membri Facebook, TikTok, Twitter, Google, Apple e Amazon. Digneaux ha aggiunto che l’introduzione tardiva della misura ha reso molto difficile il dibattito.

Wikipedia è preoccupata dell’eventualità che il meccanismo di crisi costringa la piattaforma a interferire con le decisioni relative ai contenuti che di solito vengono prese dalla comunità del sito, riporta Jan Gerlach, direttore delle politiche pubbliche di Wikimedia, l’organizzazione non profit che controlla Wikipedia.

Per altri, il meccanismo di crisi sembra troppo vago: “Ciò che la Commissione può richiedere alle piattaforme non viene stabilito in modo specifico, quindi la portata può essere molto vasta – dice il deputato tedesco Patrick Breyer, del gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea –. La definizione di emergenza è davvero ampia“.

Perché entri in vigore, il meccanismo di crisi deve essere attivato da un consiglio ad hoc composto da rappresentanti di ogni stato membro. Lo strumento comprende anche una clausola di decadenza, che fa sì che i poteri di emergenza della Commissione sulle piattaforme tecnologiche scadano automaticamente dopo tre mesi.

Tutte le misure previste dal meccanismo di crisi saranno limitate nel tempo e accompagnate da garanzie sui diritti fondamentali“, spiega Johannes Bahrke, il portavoce della Commissione europea per la ricerca e l’innovazione dell’economia digitale, aggiungendo che la Commissione sarà in grado di estendere il periodo di tre mesi solo su raccomandazione del consiglio dei rappresentanti, e che qualsiasi uso del meccanismo di crisi sarà reso pubblico.

La Commissione non interverrà direttamente sulle politiche delle piattaforme, dice Bahrke, ma potrà suggerire delle soluzioni a certi problemi, per esempio l’assunzione di un maggior numero di moderatori di contenuti di lingua ucraina. Non è chiaro se le piattaforme potranno essere sanzionate nel caso respingessero i suggerimenti della Commissione.

Il Dsa è una delle due normative che si ripropongono di ridefinire il rapporto tra i legislatori europei e le principali piattaforme che operano all’interno dell’Unione, come Facebook, YouTube – che è controllata da Google – e Amazon.

Mentre il Digital Markets Act (Dma), che è stato concordato il mese scorso, è un tentativo di limitare i danni causati dei colossi tecnologici ai mercati europei, il Dsa ha l’obiettivo di affrontare quelli inflitti alle società europee.

In una sessione di negoziazione durata sedici ore, i legislatori hanno anche stabilito che le principali aziende tecnologiche saranno tenute a condividere rapporti annuali con la Commissione sui rischi affrontati dalle loro piattaforme – come contenuti illegali o disinformazione – e specificare ai legislatori europei come intendono gestirli.

Queste norme funzionerebbero in maniera analoga alle regole che costringono le aziende che producono nuove sostanze chimiche a riportare il potenziale impatto sull’ambiente prima di poter vendere il proprio prodotto, spiega Mathias Vermeulen, direttore delle politiche pubbliche dell’agenzia per i diritti sui dati Awo. “L’Ue sta cercando di fare qualcosa di simile per l’era digitale“, aggiunge Vermeulen.

Questo articolo è comparso originariamente su Wired UK.

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