mercoledì, Maggio 22, 2024

Macron presidente conferma che il futuro della Francia sarà nucleare

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Ciò getta ulteriore sconforto in coloro che si riconoscono nei due soggetti tradizionali della politica francese. Nonostante il 28% ottenuto da Macron, al primo turno più della metà dei voti sono andati a partiti di forte connotazione politica al di fuori dell’alveo repubblicano tradizionale. A far molto scalpore, ma ottenendo limitati risultati elettorali, il candidato di estrema destra Éric Zemmour ha presentato uno dei programmi energetici più ambiziosi, soprattutto in tema nucleare. Alla base vi è il prolungamento a oltre 60 anni dell’esistente parco di centrali, il rinvio dell’abbattimento della soglia di generazione elettrica del 50% da nucleare a dopo il 2035 e lo stop all’arresto programmato al 2030 di 12 reattori. Non solo; nei piani di Zemmour la Francia avrebbe dovuto costruire 14 nuovi reattori di tipo Epr2 entro il 2050, investire sulla ricerca di reattori di quarta generazione e sulla fusione (programma Astrid e progetto internazionale Iter) e lo sviluppo di piccoli reattori modulari, facendo pressione sulle istituzioni comunitarie per imporre il nucleare come strumento principale nella lotta ai cambiamenti climatici.

Per il candidato de La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, posizionatosi terzo al primo turno a incalzare da vicino Marine Le Pen, la crisi ecologico-climatica è stata al centro della programma. Il candidato di sinistra ha guardato infatti al nucleare come fonte energetica di forzoso e obbligato passaggio per la transizione francese al 100% rinnovabili entro il 2050. In questo scenario, dove l’energia è vista come un bene comune e il dibattito democratico deve essere garantito sulle scelte in materia energetica, il nucleare è profilato come inaffidabile (incidenti di Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima) e la causa di immane distruzione ambientale derivata dall’estrazione di uranio.

Insieme, Mélenchon e Zemmour hanno ottenuto quasi un terzo dei consensi dei francesi. Il segno che strategie estreme in ambito energetico e climatico possono convincere un elettorato importante, anche a supporto di ricette economiche e politiche altrettanto rilevanti e controcorrente e il loro peso graverà anche sulle elezioni legislative del prossimo giugno.

Macron vs Le Pen: il Rinascimento del nucleare francese

Domenica 24 aprile gli elettori francesi hanno dunque scelto la piattaforma europeista e liberale di Macron a quella nazionalista ed euroscettica della Le Pen. I sondaggi hanno predetto un’accelerazione del Presidente in carica. Eppure, la corsa a differenza del 2017 è apparsa decisamente più aperta e per la prima volta durante la storia della Quinta Repubblica, un candidato di estrema destra ha ambito a sedersi all’Eliseo sino all’ultimo minuto, segnando un punto di svolta nella storia francese.

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