venerdì, Maggio 24, 2024

Garavaglia: bilancio di un anno di lavoro. Manca lo scostamento di bilancio

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Il ministro Garavaglia con Urbano Cairo

Il ministro Garavaglia ha fatto un bilancio del lavoro del suo ministero. Naturalmente ha messo in evidenza le cose buone fatte durante l’anno di lavoro, come la certificazione delle strutture per l’accessibilità, o il credito d’imposta per le strutture ricettive. Per la parte residuale del bonus vacanza il ministro ha sostenuto che che bisogna massimizzare l’utilizzo soprattutto attraverso le agenzie di viaggio.

Il ministero inoltre finanzierà con 600 milioni il turismo sostenibile. Inizierà un percorso di condivisione delle banche dati con le regioni per «sconfiggere definitivamente l’abusivismo», ha detto il ministro. Naturalmente quest’ultima affermazione è una chimera. Non basta intrecciare i dati. Bisogna conoscere il territorio alla perfezione per cercare di intaccare il fenomeno dell’abusivismo e ci vogliono leggi più severe.

Durante la conferenza è stata presentata anche la partnership con la Gazzetta dello sport per la promozione del Giro d’Italia come ambasciatore delle bellezze italiane nel mondo. Alla conferenza ha partecipato anche il patron di Rcs, Urbano Cairo che ha illustrato le potenzialità di questo accordo.

Agenzie e tour operator

Quello che il ministro non ha detto è il motivo per il quale quel famoso scostamento di bilancio chiesto a gran voce da tour operator e agenzie di viaggio non è avvenuto. Le imprese del turismo organizzato navigano ancora a vista e, anche in questo momento di ripresa, sono necessarie risorse che nelle casse di to e adv non ci sono dopo due anni di lockdorwn.

In un passaggio con i giornalisti il ministro inoltre ha detto che «Quest’anno l’Italia farà un risultato migliore del 2019». E chi lo dice? Quali analisti hanno delineato questo scenario? Lo dico io: nessuno. E’ solo un auspicio del ministro che se dicesse le cose con meno sicurezza sarebbe anche più credibile.

Poi si è avventurato in un’altra analisi complessa del tipo: «L’Italia è il paese più bello del mondo e dove si mangia meglio. Quindi dovremmo essere la prima nazione al mondo per turismo, invece siamo la quinta. Abbiamo buoni margini di miglioramento». Io mi sarei chiesto come mai siamo al quinto? Forse perché da molti anni non abbiamo una compagnia di bandiera efficiente come Air France? Forse perché la promozione non è stata fatta sempre nel migliore dei modi? Eccetera, eccetera. E poi: c’è rimedio a queste defaillance? Questi sono i ragionamenti da fare se uno vuole sul serio parlare di turismo.

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