domenica, Maggio 19, 2024

Perché l'acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk è un problema per la privacy

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Lunedì 25 aprile Elon Musk ha raggiunto un accordo da circa 44 miliardi di dollari per l’acquisizione di Twitter, che diventerà così una società privata. Nei primi commenti a seguito dell’accordo, Musk ha elencato una serie di obiettivi per la piattaforma, che vanno dal “rendere gli algoritmi open source per incrementare la fiducia” all’affrontare il problema degli spambot e “autenticare tutti gli esseri umani“. Nonostante non siano ancora disponibili ulteriori indicazioni su come Musk intenda gestire Twitter, i sostenitori della privacy e della sicurezza sostengono che i commenti iniziali dell’imprenditore dipingano un quadro contraddittorio sulla possibile direzione futura del social network, rivelando i rischi legati all’affidarsi alle piattaforme per la tutela delle nostre informazioni private.

A differenza di Facebook e delle altre piattaforme che impongono agli utenti di usare il proprio “nome reale”, Twitter permette di utilizzare pseudonimi o di restare anonimi, un approccio che con Musk potrebbe però cambiare. Presto, inoltre, Musk sarà in grado di accedere a tutti i dati degli utenti di Twitter, compresi gli indirizzi ip e il contenuto dei messaggi diretti (dm). Dal momento che non sono protetti dalla crittografia end-to-end, i dm su Twitter possono essere accessibili da chiunque controlli la piattaforma. I sostenitori della tecnologia sottolineano da tempo come la crittografia end-to-end, oltre a schermare i dati da occhi indiscreti, dia anche potere agli utenti sul lungo periodo, indipendentemente da chi sia il proprietario del servizio.

Le possibili ingerenze dei governi

Ora Elon Musk è letteralmente il re di Twitter. Non c’è nulla che gli impedisca di accedere ai vostri messaggi diretti o di consegnarli a un governo, magari in un paese dove Tesla sta cercando di fare affari“, spiega Evan Greer, vice direttore del gruppo per i diritti digitali Fight for the future. È risaputo, per esempio, che il governo cinese sorvegli sia il dibattito pubblico che le comunicazioni private dei cittadini, chiedendo alle aziende tecnologiche di conservare le informazioni sull’identità degli utenti nonostante sia possibile usare uno pseudonimo per pubblicare contenuti online. Come sottolineato lunedì in un tweet da Jeff Bezos, Tesla – un’altra delle altre aziende di Musk – ha importanti interessi commerciali in Cina. Twitter, nel frattempo, continua a essere una spina nel fianco del governo cinese.

Come altri colossi tecnologici, Twitter ha dedicato anni allo sviluppo di sistemi che consentano di segnalare, per esempio, il numero di richieste di informazioni da parte dei governi o le istanze di rimozione di contenuti. Musk ha fatto sapere che la trasparenza sarà una delle sue priorità a Twitter, ma non è ancora chiaro su quali aree abbia intenzione di concentrarsi e quale sarà la sua posizione su questioni come le richieste governative di accesso ai dati degli utenti.

In generale, i sostenitori dei diritti digitali evidenziano come gli standard aperti proteggano il dibattito in modo più efficace rispetto agli ecosistemi chiusi, in quanto consentono a più organizzazioni di offrire diverse versioni di un servizio interoperabile, garantendo quindi maggiore scelta agli utenti (pensate agli sms e alle email). Nella pratica, però, gli utenti si sono riversati su piattaforme relativamente immediate e facili da usare come Twitter. Negli ultimi anni, l’azienda ha anche introdotto un programma, Project Blue Sky, per esplorare le possibilità di trasformare Twitter da un unico servizio chiuso in una piattaforma interoperabile e standardizzata.

La questione dell’autenticazione 

Quando parla di “autenticare tutti gli esseri umani“, è possibile che Musk si riferisca a un piano per ridurre gli spambot facendo inserire agli utenti dei captcha prima di pubblicare un tweet, per dimostrare di non essere un bot. Anche se rimane da capirne la fattibilità, secondo i sostenitori della privacy e della sicurezza in teoria un sistema simile potrebbe effettivamente essere utile. Nell’ipotesi peggiore, però, Musk potrebbe essere intenzionato a mettere Twitter nella condizione di raccogliere informazioni su ogni utente per confermare internamente che si tratti di una persona fisica o, peggio ancora, far sì che sia possibile avere un account Twitter solo usando la propria identità legale.

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