martedì, Maggio 21, 2024

Forse la versione di Twitter che vuole creare Elon Musk esiste già

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A differenza di Musk, però, Rochko non aveva miliardi da bruciare. All’epoca era uno studente universitario 24enne, a pochi mesi dalla laurea in un’università della Germania centrale. Così, decise di costruire il suo social network. Creò l’ossatura di Mastodon nel tempo libero, accettando donazioni su Patreon da persone che condividevano il suo interesse nel realizzare un’alternativa a Twitter che restituisse il controllo agli utenti. Nel 2016, poco dopo la laurea, Rochko lanciò Mastodon.

La prima ondata di interesse per la piattaforma era legata a persone che volevano sfuggire ai troll di Twitter, agli spambot e all’improvvisa ascesa dell’ex presidente statunitense Donald Trump sulla piattaforma. In più, Mastodon era anche divertente. Una delle prime istanze era incentrata su una comunità di giochi di parole in cui non si poteva usare lettera “e”. Un’altra istanza, chiamata Dolphin.Town, consentiva agli utenti di comunicare esclusivamente usando la lettera “e”.

La natura federata di Mastodon ha permesso a Rochko di aggirare alcuni dei problemi più comuni relativi alla moderazione dei social media, che hanno invece tormentato in misura sempre maggiore società come Twitter e Facebook. Con l’espansione delle piattaforme creare delle regole che si adattino ad ogni situazione diventa più difficile, ed è quasi impossibile farle rispettare a milioni di utenti. Ma dal momento che la base di utenti di Mastodon era ancora limitata, ogni istanza era responsabile di se stessa. Se due istanze avevano un problema potevano bloccarsi a vicenda, tagliando ogni contatto tra le loro comunità. Mastodon offriva anche una serie di strumenti per bloccare, silenziare e segnalare altri utenti: “Questo riconsegna alle persone il potere di plasmare comunità più piccole, indipendenti, ma integrate – scrisse ai tempi Rochko in un post su Medium . Come utente finale, hai la possibilità di scegliere un’istanza con le regole e le politiche che ti piacciono (o di crearne una tua, se hai le conoscenze tecniche per farlo)“.

Il rovescio della medaglia

La moderazione di Mastodon assomiglia molto a quello che Musk sembra volere per Twitter. Alcune istanze vengono ampiamente bloccate, ma non ci sono casi di deplatforming, la rimozione di gruppi e persone dai social network finalizzata a privarli della loro piattaforma di comunicazione. Nonostante abbia dei vantaggi, questo approccio presenta però anche delle conseguenze negative. Agli inizi, le persone consideravano Mastodon un luogo in cui rifugiarsi dai troll di internet, in parole povere, un “Twitter senza nazisti“. Alla fine, però, i nazisti sono arrivati. Quando nel 2019 Gab – un social network molto frequentato da membri dell’alt-right, la destra alternativa ed estremista statunitense – è stato chiuso, alcuni dei suoi utenti hanno ricreato la loro comunità su Mastodon. Nonostante le proteste, Rochko ha spiegato ai giornalisti di avere le mani legate: “Dovete capire che in realtà non è possibile fare nulla a livello della piattaforma, dal momento che è decentralizzata – ha detto all’epoca –. Non ho io il controllo“.

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