sabato, Giugno 22, 2024

Heartstopper è una grande serie sugli adolescenti LGBT+ e l'importanza di rivelarsi al mondo

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La serie tv Heartstopper di Netflix ha un unico grande difetto: non è stata rilasciata prima. Non ci riferiamo solo al desiderio di tutti gli spettatori che durante l’adolescenza avrebbero voluto vedere una storia simile, quanto al fatto che di recente sono usciti, tra molti altri titoli, due show televisivi: Love, Victor, a partire dal 2020, e Young Royals, dal 2021, che hanno anticipato molti dei temi trattati da Heartstopper e il modo in cui sono stati messi in scena.

Non è azzardato dire che nelle ultime stagioni abbiamo assistito a un boom di serie e film LGTB+ creati per un pubblico più mainstream e giovanile. Un fenomeno che qualche anno fa avremmo considerato un’utopia. Possiamo far risalire l’inizio di questa tendenza a Tuo, Simon del 2018, il primo film prodotto da un grande studio di Hollywood, all’epoca Fox, rivolto in parte a un pubblico adolescenziale con un protagonista gay della stessa fascia d’età.

Il fatto che negli ultimi anni abbiamo visto così tante fiction simili ci aiuta anche a capire cosa può essere migliorato. In primo luogo, c’è bisogno di una maggiore diversità in modo da non dovere seguire solo storie in cui i protagonisti siano ragazzi gay e, soprattutto, vanno aggiornati alcuni cliché sulle identità, le relazioni e i modi di essere e sentire che finiscono per soffocare la libertà richiesta da queste storie e, in generale, dal collettivo LGTB+. Heartstopper ha il merito di essere, forse, la migliore tra le serie menzionate perché è un progetto attento e confidenziale, un adattamento solido che offre un’importante lezione di intelligenza emotiva.

«Heartstopper» di Netflix è una grande serie sugli adolescenti LGBT e l'importanza di rivelarsi al mondo

Va precisato che Heartstopper, anche se è appena uscito su Netflix, esisteva già in formato letterario. Le graphic novel dell’autrice britannica Alice Oseman ispirano da anni dibattiti nei circoli LGBT+, e si uniscono a libri e saghe i cui adattamenti hanno portato negli ultimi tempi molta fortuna a produttori e piattaforme di contenuti video. Le critiche, naturalmente, non sono mancate. Perché ci sono così tanti adulti, a volte non-LGBT+, tra gli autori che scrivono per gli adolescenti?

La spiegazione deriva dalla necessità sentita da molti scrittori di riappropriarsi della propria adolescenza rubata. Il caso di Alice Oseman, che si definisce asessuale e aromantica, non appartiene a questa casistica: a 17 anni ha scritto Solitaire, il primo romanzo ambientato nell’universo Heartstopper, vagamente basato sulle sue stesse esperienze, e a 20 anni ha ottenuto un contratto di pubblicazione da un milione di dollari con un grande editore. 

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