venerdì, Maggio 24, 2024

La ricarica bidirezionale è il futuro delle auto elettriche

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Dal momento che il più delle volte rimangono parcheggiate al lavoro o a casa per tutto il giorno, ci si potrebbe chiedere se le auto elettriche comportano effettivamente un risparmio significativo. In realtà, però, questi veicoli sono anche grandi batterie su ruote che invece di immagazzinare l’energia in eccesso potrebbero immetterla nella rete elettrica per fornire elettricità a milioni di famiglie, una strategia particolarmente sensata durante una crisi energetica globale.

La tecnologia necessaria per questo tipo di scambio esiste già: i caricatori bidirezionali consentono agli utenti di immagazzinare elettricità a basso costo fuori dalle ore di punta, o energia solare, all’interno di una batteria del veicolo, per poi esportarla alla rete o direttamente in un’abitazione durante le ore in cui l’elettricità costa di più. Tuttavia ci sono alcuni ostacoli da superare prima che la ricarica bidirezionale possa diventare diffusa su larga scala e convincere gli utenti dei suoi vantaggi.

Sfruttare l’elettricità inutilizzata dai veicoli elettrici non è un concetto nuovo, almeno fuori dall’Europa. Nel marzo 2011 la centrale nucleare di Fukushima in Giappone fu danneggiata da un terremoto e successivamente da uno tsunami, causando diffuse interruzioni di corrente. All’epoca, Nissan e Mitsubishi inviarono decine di auto elettriche nelle zone più colpite per il trasporto di soccorritori e i rifornimenti, ma anche per ricaricare elettrodomestici e telefoni e fornire riscaldamento. L’iniziativa delle due case automobilistiche ha anche segnato l’inizio di una nuova tecnologia che permetterebbe all’elettricità immagazzinata nelle batterie di essere condivisa con edifici e famiglie.

Le due modalità di alimentazione

Ci sono essenzialmente due modi per immettere l’elettricità di un veicolo elettrico all’interno di un’abitazione e risparmiare denaro. Con la tecnologia vehicle-to-home (V2H), un veicolo fermo può essere usato in modo simile a un sistema di batterie domestiche. L’energia solare generata durante il giorno può essere immagazzinata nell’auto elettrica e utilizzata per alimentare gli elettrodomestici quando il sole è tramontato. L’obiettivo è l’autosufficienza, e le persone possono risparmiare sull’acquisto di elettricità dalla rete“, spiega Markus Kramis, amministratore delegato di Evtec, una società svizzera che costruisce stazioni di ricarica bidirezionali. Ad oggi, l’azienda ha installato 110 sistemi di questo tipo in tutta Europa.

L’altra opzione è quella di rivendere l’elettricità alla rete a un prezzo più alto rispetto a quanto è stata acquistata durante orari non di punta, un concetto noto come vehicle-to-grid (V2G). Un’analisi del 2018 di Ovo Energy e dell’Imperial College di Londra suggerisce che il V2G potrebbe potenzialmente far risparmiare al sistema energetico del Regno Unito 3,5 miliardi di sterline all’anno. In Italia, nel 2020 il ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato un decreto che contiene delle linee guida per favorire la diffusione della tecnologia V2G.

Diverse aziende energetiche stanno cercando di capire come la ricarica bidirezionale potrebbe funzionare a livello commerciale. Al momento ci sono più di cento esperimenti legati al V2G in tutto il mondo, la maggior parte dei quali è condotta in Europa in collaborazione con i gestori di rete e i produttori di veicoli elettrici e caricatori. 

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