sabato, Maggio 18, 2024

È stata presentata una proposta di legge per riconoscere la vulvodinia

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Se in questi anni queste convinzioni stanno iniziando a essere messe da parte è anche grazie al lavoro di attiviste, comitati e influencer come Soleri che usano la propria notorietà per sensibilizzare il pubblico verso cause che altrimenti non riceverebbero la giusta attenzione.

La vulvodinia e la neuropatia del pudendo sono tutt’altro che malattie rare in quanto affliggono una donna su sette. Nonostante l’altissima diffusione, sono patologie sottostimate da molti medici e misconosciute dalla società e, di conseguenza, ancora poco tutelate dallo Stato – hanno affermato Giuditta Pini del Partito democratico, prima firmataria alla Camera, e Giuseppe Pisani del Movimento 5 Stelle, primo firmatario al Senato -. Per questo motivo c’è ancora molto da fare al fine di eliminare lo stigma e le disuguaglianze sulle malattie di genere, che affliggono soprattutto la popolazione femminile, favorendone la prevenzione, diagnosi e cure tempestive. Come firmatarie e firmatari siamo orgogliosi di aver portato in Parlamento una proposta scritta dalle associazioni di pazienti e firmata trasversalmente da diverse forze politiche, a riprova del fatto che la buona politica, senza distinzione di parti, si deve fare portavoce delle giuste istanze e dei bisogni che provengono dalle parti sociali”.

Un percorso non facile

Calendarizzare e approvare la legge però non sarà semplice, nonostante ci sia l’appoggio trasversale della gran parte dei gruppi parlamentari. “Le leggi, soprattutto quelle che riguardano le malattie, in questo paese sono ferme da anni – ha dichiarato Giuditta Pini -. La legislatura si avvia alla conclusione e sarà difficile far approvare questa legge, ma il fatto che sia stata depositata è già un’ottima notizia perché chiunque verrà dopo di noi potrà prenderne dei pezzi e lavorarci per fare in modo che pian pianino passi. Non è scontato e non è giusto che chi debba soffrire debba farlo e debba farlo in silenzio. Le donne hanno insito in sé la sofferenza come valore e questa legge accende finalmente una luce su una legge di cui per troppo tempo si è saputo poco”.

“Abbiamo iniziato la nostra campagna dichiarando che le nostre patologie erano un “dolore senza voce” – ha dichiarato in una nota il Comitato promotore -. Oggi, grazie al nostro lavoro abbiamo una voce forte che sta arrivando ovunque. Quello di oggi è per noi un risultato importantissimo, sappiamo, però, che è solo l’inizio e che dovremo ancora lottare per vedere questa legge approvata al più presto”.

Al termine della presentazione della legge alla stampa, mentre i flash dei fotografi e dei deputati e delle deputate accorsi per un selfie con Damiano David accorso per supportarla, Giorgia Soleri ancora una volta ha chiesto alle persone presenti di non far cadere mai il velo del silenzio sulla vulvodinia. Non è solo una questione che riguarda lei e chi come lei ha patito le conseguenze di una malattia cronica debilitante, ma di tutte quelle donne a cui è stato insegnato che il dolore non si racconta, ma si sopporta tacendo.

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