mercoledì, Giugno 29, 2022

C'è stata una sparatoria in una scuola elementare in Texas

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Diciannove bambini dai 6 ai 10 anni e due adulti, di cui un insegnante, sono stati uccisi in una terribile sparatoria in Texas, martedì 24 maggio in una scuola elementare di Uvalde, cittadina ad est di San Antonio, a maggioranza di popolazione ispanica e non lontana dal confine col Messico. Secondo le autorità, il bilancio delle vittime potrebbe però aumentare, dato i numerosi feriti sul luogo. L’assalitore era un 18enne che è stato poi abbattuto dalle forze dell’ordine, le quali hanno confermato che stesse operando in solitaria. Il ragazzo, che frequentava il liceo locale, avrebbe ucciso la nonna ricoverata in ospedale e poi avrebbe fatto irruzione nella Robb Elementary School, protetto da un giubbotto antiproiettile e armato di una pistola e di un fucile semiautomatico.

Si tratta della più sanguinosa carneficina dal 2012, quando un ventenne armato aveva ucciso 20 bambini e sei adulti nell’ormai notoria scuola elementare di Sandy Hook, in Connecticut. Solo dieci giorni fa un uomo aveva ucciso 10 persone in un supermercato di Buffalo nello stato di New York, mentre quello di Uvalde è il 212esimo mass shooting (così si definisce una sparatoria con quattro o più colpiti) negli Stati Uniti solo a partire dall’inizio del 2022.

Sulla sparatoria in Texas, immediata e durissima la reazione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden: “Chiedo alla nostra nazione di pregare per loro [le vittime, ndr], di dare ai genitori e fratelli la forza in questo buio che sentono ora”, ha detto affranto: “Come nazione dobbiamo chiederci: in nome di Dio quando ci opporremo alla lobby delle armi? Quando in nome di Dio faremo ciò che sappiamo dentro di noi deve essere fatto?”. A commentare l’accaduto anche l’ex presidente Barack Obama, che nei suoi mandati aveva strenuamente tentato di imporre il controllo delle armi: “Il nostro paese è paralizzato non dalla paura, ma dalla lobby delle armi e da un partito politico che non ha mostrato alcuna intenzione di agire per prevenire queste tragedie. È passato di gran lunga il tempo per agire”. 

Numerose reazioni si sono registrate anche da parte di celebrità e personalità mediatiche, come per esempio Matthew McConaughey, da tempo uno dei papabili candidati alla presidenza del Texas: “Questa è un’epidemia che possiamo controllare e qualsiasi sia il nostro orientamento politico sappiamo che possiamo fare meglio di così. Dobbiamo fare meglio”, ha scritto sui social l’attore che a Uvalde è proprio nato e ha passato dodici anni della sua vita: “Bisogna agire subito affinché nessun altro genitore debba patire come i genitori di Uvalde e tutti gli altri che sono venuti prima di loro”. 

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