Dopo anni di lotte, scioperi e cause giudiziarie, Uber e i tassisti siglano uno storico accordo che consentirà all'azienda statunitense di sbarcare (finalmente) nel nostro Paese in pianta stabile. Come? Consentendo a 12 mila tassisti in 90 città italiane, aderenti alla rete It Taxi, di accedere all'app di Uber per allargare la propria rete di clienti anche agli utenti del colosso californiano. «L'accordo siglato con Uber è un traguardo importante che porterà progressivamente più corse ai tassisti del nostro consorzio. Si tratta di un passo avanti per il nostro lavoro e un servizio in più per i clienti che hanno bisogno di muoversi agilmente», afferma Lorenzo Bittarelli, presidente della rete It Taxi, presente in tutte le principali città italiane.

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Sostanzialmente, dopo 7 anni di lotta per rompere il monopolio italiano dei taxi, Uber alza bandiera bianca e per allargare le maglie del settore stringe un'alleanza con l'ex “nemico” concedendogli una nuova opportunità di business se si pensa che, solo nel 2021 in Italia, l'app di Uber è stata aperta circa 6,7 milioni di volte dagli utenti per richiedere una corsa. Una resa necessaria visti i muri a livello normativo alzati in Italia e in altri paesi europei che ha spinto l'app a diventare una piattaforma multimodale in grado di offrire diverse soluzioni per il trasporto, dalle auto con conducente professionista, ai taxi, alle bici, ai monopattini elettrici, fino alla possibilità di accedere al servizio di trasporto pubblico di linea. Questo accordo, infatti, segue di pari passo quelli stretti  in Spagna, Germania, Austria, Turchia, Corea del Sud, Hong Kong, New York e San Francisco con l'obiettivo di rendere disponibili tutti i taxi nella propria app entro il 2025.

Chi ci guadagna?

I vantaggi sono per tutti: per Uber che tratterà una commissione da ogni singola corsa; per gli utenti, che avranno a disposizione tutte le funzionalità note di Uber, come la possibilità di avere informazioni sull’autista, dividere il costo della corsa, visualizzare il percorso del proprio spostamento e, grazie al sistema di anonimizzazione, passeggeri e autisti potranno mettersi in contatto telefonicamente o via chat senza condividere il proprio numero di telefono; ma anche per i tassisti che possono ridurre i tempi di attesa tra una corsa e l’altra.

«Questo è un accordo storico in uno dei nostri mercati più importanti a livello globale. Crediamo fermamente che i taxi e Uber siano migliori insieme, e siamo determinati a essere un vero partner per il settore dei taxi in tutta Italia», aggiunge Dara Khosrowshahi, CEO di Uber. La partnership diventerà ufficialmente operativa a partire dal mese di giugno iniziando da Roma per poi estendersi gradualmente nel resto del paese.