mercoledì, Giugno 29, 2022

Le multe ai non vaccinati contro Covid-19 stanno creando problemi soprattutto ai vaccinati

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Qualcuno lo definirebbe “un pasticciaccio brutto” all’italiana. Qualcun altro un sintomo di un mancato coordinamento tra i bracci operativi della macchina pubblica. Altri ancora una tempesta perfetta di una sanità che digitale si dichiara, ma che digitale non è davvero fino in fondo. Sta di fatto che negli ultimi giorni è diventato evidente come la fase operativa di invio e riscossione delle multe per mancata vaccinazione anti Covid-19 sia più complessa del previsto. Secondo quanto dichiarato dall’Agenzia delle entrate-riscossione (l’Ader), le multe inviate sono state 600mila nel mese di aprile, 600mila nei primi venti giorni (circa) di maggio, con ulteriori lettere già pronte a partire. I dati ufficiali infatti dicono che gli over 50 che non hanno rispettato l’obbligo vaccinale sono grosso modo 1,7 milioni.

Se da un lato c’è più di una perplessità sul fatto che la sanzione simbolica di 100 euro una tantum possa davvero avere convinto una quota significativa degli esitanti a vaccinarsi, dall’altro pare invece che i grattacapi peggiori riguardino chi si è diligentemente (e ragionevolmente) vaccinato, e si ritrova ora tra le mani la multa pur essendo perfettamente in regola. Perché 100 euro non sono certo una cifra da crisi di panico o da gesti di rabbia estrema, ma si tratta pur sempre una seccatura, sopratutto perché ingiusta.

Molti giornali, in particolare quelli radicati sui territori, hanno segnalato negli ultimi giorni una serie di problematiche relative alle multe arrivate senza alcuna ragione e alle difficoltà tecniche e procedurali nel fare ricorso, raccontando anche di come a livello locale siano stati messi insieme dei gruppi di lavoro (delle task force operative) per gestire una marea di ricorsi – spesso giusti, a volte ingiusti – arrivati in pochi giorni. Ma andiamo per ordine.

Perché e a chi sono arrivate multe ingiuste

I motivi che possono avere condotto a inviare a una persona in regola una multa per mancata vaccinazione sono i più vari. A quanto pare, per lo meno secondo quanto emerso finora, in molti casi si è trattato di una questione di disallineamento informatico dei vari database. La gestione delle multe è infatti affidata alla già citata Ader (il che è necessario perché c’è di mezzo una sanzione amministrativa), che deve interfacciarsi e coordinarsi con le aziende sanitarie locali. Fonti giornalistiche varie hanno riportato che è sufficiente un campo compilato male, una mancata corrispondenza tra il database della tessera sanitaria e il codice fiscale o un documento non correttamente inserito a sistema per fare sì che la persona risulti non in regola, e che quindi riceva a casa la multa.

Dai casi più cringe a quelli più tollerabili, sono stati riferiti episodi di multe arrivate a persone decedute da tempo (in effetti, queste hanno spesso più di 50 anni e difficilmente si sono vaccinate di recente), multe a chi seppure vivo non ha ancora raggiunto i 50 anni di età, a chi si è ammalato da poco di Covid-19 e quindi ha avuto il diritto di rinviare la vaccinazione, a chi aveva effettivamente ottenuto un certificato di legittima esenzione – temporanea o permanente – e pure a chi ha semplicemente fatto tutto in regola e magari non si è visto registrare correttamente le dosi ricevute.

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