lunedì, Giugno 24, 2024

Entro fine anno l'Inps vuole lanciare il suo nuovo sito

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Cambia passo per il sito Inps: lo rivela a Wired Vincenzo Di Nicola, responsabile per l’Innovazione tecnologica dell’istituto di previdenza. Ingegnere quarantenne, imprenditore di successo nel digitale (sua la startup Conio, portafoglio per la gestione delle criptovalute), Di Nicola sta ripensando daccapo la user experience digitale dell’istituto che serve due terzi dei cittadini cominciando con un progetto partecipativo di segnalazione dei bug e dalla messa in rete delle linee guida del design. Versione definitiva? “Attesa per fine anno”, dice. Altra novità: un sistema di gestione delle pec basato sull’intelligenza artificiale. “Smistare mail è un lavoro alienante. Lo abbiamo automatizzato. Liberando risorse, e migliorando la quotidianità dei colleghi“. 

Ma in generale, la pubblica amministrazione italiana è vecchia: oltre il 96% del personale ha più di 55 anni, troppi per digitalizzare il Paese. È il dato, allarmante, presentato nei giorni scorsi da European House Ambrosetti, think tank milanese, nel corso della prima edizione del Technology Forum PA. 

Bene le imprese, male i servizi alla persona

Nel 2021, l’Italia si conferma al diciottesimo posto in Europa quanto a servizi pubblici digitali, cinque punti sotto la media. In testa alla classifica c’è l’Estonia con un brillante 91,8% del totale, seguita da Danimarca  (87,1% ) e Finlandia (86,7%). Roma si ferma al 63,2%, poco sotto Berlino (67,5%; la media è 68,1%). La Francia, per offrire un termine di comparazione, segna 73%, la Spagna 79%. (fonte: elaborazione European House Ambrosetti su dati Commissione Europea). 

C’è, però, qualche segnale positivo: cresciamo in fretta (quinto paese per tasso di crescita della digitalizzazione, poco prima dei tedeschi). I servizi alle imprese vedono il Paese sopra le media europea (undicesima piazza continentale, 88,8%). Peggio vanno, invece, quelli ai cittadini, per cui siamo sotto la media (diciannovesimo posto, 69,3%): solo il 19% dei Comuni consente l’iscrizione telematica ad asili e scuole, appena il 9% la prenotazione a musei. Un risicato 5% permette di effettuare online la richiesta di pass per persone con disabilità. 

Va meglio se si guarda alla disponibilità di open data: siamo noni in Europa (sopra la media). Il problema è che solo un terzo dei cittadini interagisce online con la pubblica amministrazione (36,3%, terzultimo posto continentale). Anche in questo caso, vincono i nordici: nell’ordine Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Estonia. 

Il 96% dei dipendenti ha più di 55 anni

Digitalizzare significa migliorare la gestione del Paese. Ma i nodi da sciogliere sono molti. Innanzitutto, quello del personale. La pa italiana sconta il blocco ventennale del turnover: i dipendenti sono pochi, e l’età media è alta, troppo. Secondo i dati di Ambrosetti, gli ultra 55enni rappresentano addirittura il 96% del totale, esattamente il doppio della Francia, che, invece, tra conta più della metà di under 35. Non è tutto: solo il 13,2% della forza lavoro totale del Paese è impiegata negli uffici pubblici, contro il 20,5% dei transalpini. 

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