domenica, Marzo 26, 2023

Dopo una primavera senza pioggia, che estate ci aspetta?

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In sintesi, l’estate 2022 sara ancora più calda per diversi fattori. Ma non si tratta di una novità. 

Chiaramente, tutto questo non è inarrestabile ma l’intensità di questi fenomeni dipenderà anche da quanta CO2 immetteremo nell’atmosfera nei prossimi anni.

Clima e acqua: cosa sta succedendo al Nord Italia

Questi primi mesi del 2022 e la prossima estate saranno solo la conferma di come il clima è cambiato anche nel nostro Paese. Non c’è da illudersi che un periodo piovoso basti a compensare settimane senza pioggia, o che le ondate estreme di calore non si ripeteranno. La novità è che il problema dell’approvvigionamento idrico, un tempo solo del Meridione, adesso tocca pesantemente anche il Settentrione: “L’area del Nord Italia è particolarmente complessa perché si stanno presentando diversi fenomeni rilevanti come la carenza di piogge e nevicate che, insieme ad altri fenomeni, stanno comportando una minore disponibilità idrica”, continua la ricercatrice. Adesso nel Nord in estate piove sempre meno

Fonte: CMCC Foundation – monitoraggio degli eventi estremi. Servizio climatico Dataclime elaborato da dati Copernicus

Si rileva un cambiamento dei pattern di pioggia con l’alternanza di periodi più piovosi rispetto al passato e periodi, generalmente più lunghi, meno piovosi rispetto alla norma. Per ridurre l’impatto di questo modo di piovere diverso, peggiore, si devono gestire le risorse idriche in maniera ottimale”, dice l’esperta. Il problema dell’impatto climatico in Italia nasce soprattutto dalla nostra posizione geografica: siamo un hot spot e per questo da noi le temperature sono cresciute più del doppio della media mondiale

In particolare, secondo la Mercogliano “le aree montane e in particolare quelle alpine risentono particolarmente del cambiamento climatico. Non scordiamoci poi che le Alpi vanno ad alimentare il Po. Lo scioglimento dei ghiacciai alpini ha un impatto molto forte sulla disponibilità idrica del grande fiume. Quello che abbiamo visto ad esempio nel Po è che non si tratta di una diminuzione di  quantità ma proprio di una disponibilità d’acqua diversa durante l’anno. Così, incredibilmente, abbiamo più eventi di piena e più eventi siccitosi, che potrebbe sembrare controintuitivo ma il cambiamento climatico fa anche questo. Cambia il modo di piovere e aumentano gli eventi estremi: per cui cambia lo scenario in un modo che raramente ha effetti positivi”.

Cosa succederà in futuro

I primi sei mesi del 2022 sono un segnale: come una ferita che sanguina, ma che nasconde un’emorragia interna. Il caldo estremo è solo il sintomo di come il cambiamento climatico abbia investito lo Stivale (come tutte le nazioni del Mediterraneo). Per questo, non bisogna guardare con sollievo alle eventuali settimane di piogge che potremmo vedere nei prossimi mesi. “Non vediamo segnali di un’inversione di tendenza climatica nell’immediato – segue la ricercatrice del Cmcc – se anche il prossimo autunno fosse  piovoso, questo non cambia la tendenza generale. Sarebbe solo un evento singolo. Pensiamo ad esempio a sei città italiane che ho analizzato: dal 2014 Torino, Milano, Venezia, Bologna, RomaNapoli sono tutte quante con un’anomalia positiva di temperatura, qui la tendenza ci accompagna da diversi anni. 

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