lunedì, Luglio 15, 2024

Addio Internet Explorer: da oggi è ufficialmente “morto”

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Oggi 15 giugno 2022 si può considerare ufficialmente come la data di morte informatica di Internet Explorer, ma forse il browser se ne accorgerà solo fra qualche anno: Microsoft sospende il supporto al proprio storico software per la navigazione sul web, che dunque toglie il disturbo in modo definitivo, ma la sua fama potrebbe sopravvivergli sotto forma di meme, come avvenuto peraltro finora, per simboleggiare qualcosa o qualcuno in ritardo perenne e irrecuperabile. Che cosa succederà d’ora in poi ai non pochi computer che ancora lo hanno a bordo?

Sono passati più di dodici mesi dall’annuncio di Microsoft di stop al supporto di Internet Explorer con la rimozione da buona parte delle versioni di Windows 10 che ancora lo includevano e un programma di promozione destinato soprattutto alle attività professionali non così al passo coi tempi che ancora lo utilizzavano come browser (spesso su versioni Os preistoriche). Secondo quanto anticipato dalla casa madre, da oggi 15 giugno e per alcuni mesi si verrà reindirizzati sul browser ufficiale Microsoft Edge nel caso in cui si cercasse di aprire Internet Explorer. In seguito, il programma sarà definitivamente disattivato tramite i vari aggiornamenti regolari di Windows, tuttavia non sarà possibile disinstallare completamente il browser, dato che ci sono funzioni come soprattutto Ie Mode di Edge che si poggiano proprio sul motore di IE11 per aprire siti e portali obsoleti. Entro il 2029, però, anche Ie Mode dovrebbe giungere al capolinea e quella sarà la parola fine senza più appello per Internet Explorer.

Internet Explorer aveva visto la luce nel 1995 assieme a Windows 95, mentre l’ultima versione IE11 è stata rilasciata nell’ottobre 2013 quando ormai era arrembante la concorrenza dei più snelli e veloci browser di terze parti come Firefox e Chrome. Nel 2015, Microsoft ha presentato il suo nuovo browser Edge con Windows 10, ma secondo recenti dati (Statcounter) la penetrazione in Italia si è fermata al 4,12% ovvero sotto Firefox (5%) e Safari (18,01%) e ben lontana dal leader Chrome (66,21%).

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