martedì, Luglio 23, 2024

The Black Phone, il thriller horror che non ti aspetti

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È una gradevole sorpresa, The Black Phone, nel panorama dei film horror contemporanei e degli adattamenti cinematografici. In sala dal 23 giugno 2022, la pellicola punta in partenza sulla ritrovata collaborazione tra Scott Derrickson e Ethan Hawke, rispettivamente regista e attore di quel piccolo gioiello che fu Sinister. Dieci anni dopo, il duo torna insieme in un nuovo film, un thriller con qualche eco soprannaturale che, tuttavia, propone Ethan Hawke nel ruolo del cattivo, un ribaltamento notevole rispetto a quello che fu Sinister.

Proprio come è nel suo stile – e quindi, come ha fatto anche per altre sue opere come Hellraiser 5: Inferno (2000), The Exorcism of Emily Rose (2005), Sinister (2012), Liberaci dal male (2014) e Doctor Strange (2016) – Scott Derrickson si è sdoppiato anche per The Black Phone, di cui è non solo regista, ma anche sceneggiatore insieme a Robert Cargill, suo collaboratore anche in Doctor Strange e nella saga di Sinister. The Black Phone, in realtà, è l’adattamento di un omonimo racconto di Joe Hill, tratto dalla raccolta 20th Century Ghosts
Proprio l’opera originale di Hill spiega perché, nel film, ci sono così chiari rimandi all’immaginario di Stephen King, famigerato «re del terrore» della narrativa, ma anche della cinematografia horror. Joe Hill è il figlio dello scrittore ed è a sua volta un brillante autore di fumetti, libri e perfino serie tv – come Locke & Key, di cui è creatore (come dei graphic novels da cui è tratta). Quindi è una certa “aria di famiglia” quella che gli appassionati di King possono ritrovare anche in The Black Phone, soprattutto per alcune immagini che omaggiano It, come l’iconico impermeabile giallo, le corse in bicicletta sotto la pioggia, le periferie di una cittadina (del Colorado) che potrebbe nascondere mostri peggiori di quelli fantastici.

In questo caso, il mostro è un orco fatto e finito: Ethan Hawke si cimenta in modo molto convincente (soprattutto nella versione originale) con la figura di un serial killer di ragazzini, che agisce mascherato da clown oscuro per rapirli, e poi con una maschera taurina per terrorizzarli. La prova dell’attore è strabiliante, proprio in virtù della limitazione della maschera che, tuttavia, non lede minimamente all’interpretazione di Hawke, che va ben oltre la mimica facciale coperta dalle maschere progettate da Tom Savini, famoso realizzatore del trucco in produzioni horror tra cui Venerdì 13, Il giorno degli zombie, Maniac e Non aprite quella porta – Parte 2 nonché delle maschere (insieme a Jason Baker) della band Slipknot e della World Wrestling Entertainment (WWE).

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