domenica, Agosto 14, 2022

Dall-E, l'intelligenza artificiale che trasforma i testi in immagini, ha un problema etico

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Se scrollando nel vostro feed di Twitter vi è capitato di imbattervi in immagini assurde, come un ritratto cubista di Danny De Vito oppure una pubblicità con Karl Marx che sponsorizza la Coca-Cola, non siete in preda alle allucinazioni. Probabilmente siete semplicemente incappati in un’opera di Dall-E.

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Dall-E è un modello di intelligenza artificiale che a partire da una descrizione testuale genera un’immagine corrispondente. Può trattarsi di qualunque cosa: da una statua di marmo che fissa intensamente un avocado, fino a bellissime illustrazioni di tramonti, arcobaleni e aurore boreali. È stato sviluppato da OpenAi – un gruppo di ricerca privato il cui scopo è, secondo il loro sito, quello di “rendere l’intelligenza artificiale un beneficio per l’umanità”- e da Google, tramite il suo modello text-to-image Imagen.

Il programma crea immagini complete e realistiche a partire da istruzioni date in linguaggio naturale. Al momento, il modello completo non è ancora disponibile al grande pubblico. Le immagini più sofisticate che si trovano sul web provengono da un gruppo selezionato di ricercatori, dipendenti della compagnia o loro amici e parenti. Secondo quanto scritto da una rappresentante di OpenAi su una pagina di supporto del sito web la compagnia sta lavorando per ampliare l’accesso a un maggior numero di utenti. Molte delle immagini che si trovano sui social provengono da una versione open source di Dall-E chiamata Dall-E mini, disponibile su GitHub. Le richieste sono molte, e i server sono spesso sovraccarichi.

Mentre la popolarità delle app come Dall-E cresce, si pongono problemi etici rispetto alle tecnologie di text-to-image. In primis, riguardo ai contenuti. La politica di OpenAi proibisce esplicitamente di richiedere immagini violente, sessualmente esplicite, illegali o legate a teorie cospirazioniste. Un altro problema, messo in luce dai ricercatori e dagli sviluppatori dietro Dall-E Mini è quello dei bias intrinseci all’algoritmo. Quando si dà il comando di rappresentare le persone, queste sono nella quasi totalità dei casi bianche a eccezione, per esempio, degli atleti. Nel caso si dia l’istruzione al modello di illustrare professioni di alto livello come medici o avvocati, questo rappresenta generalmente uomini, mentre per professioni meno qualificate tende a raffigurare donne. Al momento, il modello è stato allenato soltanto con parole inglesi, che quindi non specificano il genere delle persone da rappresentare. 

Ad aprile è stata presentata la nuova versione del software denominata Dall-E 2. Per poterla utilizzare c’è già una lunga lista d’attesa e gli inviti arriveranno gradualmente. 

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