domenica, Luglio 3, 2022

Come funziona la nuova missione spaziale che tenderà un agguato a una cometa

Must Read

Questo articolo è stato pubblicato da questo sito

È stata approvata Comet Interceptor, la prima missione spaziale senza un obiettivo preciso. Lo scopo della missione è definito, sia chiaro, ed è quello di studiare da vicino una cometa che passa per la prima volta nelle vicinanze di Terra e Sole. Ma l’obiettivo vero, il cosiddetto target – la cometa insomma – quello ancora non si sa. La missione è frutto di una collaborazione fra l’agenzia spaziale europea (Esa) e quella giapponese (Jaxa), e dovrebbe partire entro il 2029.

Perché non c’è un chiaro obiettivo

Sviluppare una missione spaziale richiede un notevole investimento temporale, economico, tecnologico e scientifico, motivo per cui deve essere definita e sviluppata in ogni suo dettaglio, a cominciare dall’obiettivo scientifico

Le sonde che finora hanno visitato comete le hanno sempre scelte fra quelle “a corto periodo”, perché hanno orbite facili da prevedere, e perché è possibile sceglierle e studiarle con largo anticipo mentre si programma la missione. È il caso della cometa della missione Rosetta, 67P/Churyumov-Gerasimenko, che orbita intorno al Sole una volta ogni 6.5 anni, o della cometa 1P/Halley, visitata da Giotto e da altri veicoli spaziali nel 1986, e che torna nei nostri cieli ogni 76 anni. Queste comete però, proprio perché sono già passate molte volte davanti al Sole, hanno cambiato la propria composizione nel tempo e non portano con sé quasi più nulla di quel che erano all’inizio.

Comet Interceptor, invece, avrà come obiettivo una cometa che passa vicino al Sole e alla Terra per la prima volta, piombando nel Sistema solare interno direttamente dalla vasta nube di Oort. In quanto tale, conterrà materiale che non ha subito grandi trasformazioni negli ultimi 4.5 miliardi di anni, e potrà raccontare com’era fatto il Sistema solare quando è nato. Farà parte delle “comete di lungo periodo”, o primordiali, che in genere impiegano più di 200 anni a percorrere le loro lunghissime orbite. Il problema con questi oggetti, però, è che danno un preavviso davvero breve, di alcuni anni al massimo, un tempo incompatibile con la progettazione di una missione spaziale dedicata.

Sette anni per la costruzione

Comet interceptor è una missione di classe fast con tempo di sviluppo di circa nove anni (ne rimangono sette se contiamo il lavoro di progettazione che è già stato fatto). Il lancio è previsto per il 2029 e avverrà a bordo di un razzo già destinato a trasportare un altro telescopio in orbita, Ariel 9. È importante, quindi, che lo sviluppo della missione avvenga nei tempi stabiliti, per non rallentare il lancio del telescopio o, peggio, per non rischiare di perdere il passaggio verso lo spazio. La destinazione dei due è la stessa: il punto lagrangiano secondo (L2) del sistema Terra-Sole, dove si trovano anche il telescopio spaziale James Webb e la missione Gaia.

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
Latest News

Tutti al polo!

 In campo c’è anche Stefano Giansanti, capitano della nazionale italiana di polo che incontriamo prima della partita, e che...
- Advertisement -spot_img

More Articles Like This

- Advertisement -spot_img