domenica, Luglio 14, 2024

Itinerari enogastronomici in Italia: i 6 tour da non perdere

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L’ITALIA nel mondo fa rima con gusto, ma siamo sicuri di conoscere davvero tutto ciò che offre a livello di enogastronomia? Dai formaggi pregiati alle erbe spontanee, ogni angolo del nostro Paese ospita una specialità che da sola meriterebbe un tour. E siccome noi italiani amiamo goderci la vita, anche le modalità di degustazione e scoperta sono estremamente variegate, tra campeggi immersi nella natura e musei dedicati alla specialità della zona, passando – naturalmente – per la ricostruzione storica. Abbiamo selezionato per voi 6 proposte imperdibili, perfette per queste vacanze e in ogni periodo dell’anno.

1) In Lombardia a caccia di formaggi dop (e non)

Bitto e Casera in Valtellina, Silter in Val Camonica, la formaggella con latte al 100% di capra crudo nel Luinesa: la Lombardia è la regione che produce il maggior numero di formaggi Dop, un tesoro enogastronomico che le tante Strade del Vino e dei Sapori – dodici in tutto – invitano a scoprire. Dodici itinerari del gusto che si snodano tra le Alpi e il Po, per un totale di millecinquecento chilometri e una quantità di prodotti tipici. Per quanto riguarda i formaggi, non c’è che l’imbarazzo della scelta: Quartirolo Lombardo, Taleggio, Grana Padano, Gorgonzola, Salva Cremasco, Strachitunt e gli altri DOP fanno a gara nel soddisfare il palato, con eccellenze casearie come il Bagòss di Bagolino, con le sue note speziate di zafferano.

Val Gerola, Valtellina, Sondrio

Val Gerola, Valtellina, Sondrio 

2) In Val di Sole a gustare il benefico tarassaco

Il Trentino offre la possibilità di immergersi in un viaggio multiforme, allegro e rilassante, in ossequio al suo filo conduttore: il taràssaco, preziosa erba spontanea dalle note proprietà depurative e calmanti che ne fanno un apprezzato toccasana per l’organismo. Conosciuta fin dall’antichità – il suo nome, di origine greca, significa letteralmente “rimedio (akos) contro l’agitazione (taraké)” – questa pianta ha assunto con il tempo i nomi più curiosi: dente di leone, dente di cane, soffione, girasole dei prati e, ovviamente, cicoria selvatica o zìcoria, nella parlata degli abitanti della Val di Sole. Molto utilizzato in cucina, il taràssaco trova spazio in un’ampia gamma di piatti – antipasti, insalate, dessert e deliziose frittelle a base di fiori in pastella – e bevande (come decotti e tisane realizzati con le sue radici e le sue foglie). I buongustai ne apprezzano il sapore lievemente speziato, i consumatori più attenti alla salute ne esaltano le proprietà drenanti, depurative, disintossicanti, diuretiche, digestive e antiossidanti. Dall’aperitivo alla cucina, le possibilità di utilizzo di questa pianta sono talmente tante che esiste persino un festival dedicato, lo Zicoria FestiVal di Sole, in programma dal 22 aprile al 1° maggio in Val di Rabbi.

3) Sulle Alpi di Cuneo tra i castagni secolari

Un’aria salubre che accarezza prati e pascoli densi di colori e sapori autentici. Tutt’intorno rocce silenziose che toccano il cielo, profumo di natura e di biodiversità. Uno spazio straordinario dove storia, tradizione e paesaggio si intrecciano e si sovrappongono e dove la maestria di mani esperte dà vita a produzioni enogastronomiche di pregio. Nelle Alpi di Cuneo sono tanti i luoghi indissolubilmente legati alla cultura casearia di qualità, premiata negli ultimi anni da certificazioni locali e internazionali. Strade, sentieri e mulattiere, allora, si trasformano in un caleidoscopico mezzo immersivo capace di entrare sottopelle e  svelare angoli reconditi di territorio, custodi di storie, sacrifici e segreti. Non solo formaggi, però, tra le braccia delle vallate cuneesi. Perché analoghe vibrazioni di gusto si possono avvertire visitando la Valle Stura, alla scoperta dei luoghi di crescita e di pascolo dell’Agnello Sambucano, Presidio Slow Food, o vagando nelle Vallate Monregalesi alla scoperta delle omonime Paste di Meliga (altro Presidio Slow Food) o passeggiando sui versanti assolati di Caprauna, per scorgere le piantagioni terrazzate dell’omonima Rapa, ancora una volta tutelata da un Presidio Slow Food. Senza dimenticare il mondo della castanicoltura, che avvolge ancora oggi gran parte dei territori di bassa montagna. Perché il castagno ha rappresentato per molti un compagno di vita da cui dipendere e a cui affidarsi nei momenti del bisogno. Dalle travi in legno per l’architettura alla lettiera per animali fino al consumo grezzo dei frutti e dei marroni. Muoversi oggi, allora, tra sentieri, strade e mulattiere che abbracciano le verdi chiome dei castagni (dalla Valle Mongia alla Valle Pesio, dalla Valle Stura alla Valle Varaita) significa riscoprire le radici locali, lasciandosi cullare da un suadente respiro paesaggistico, storico ed enogastronomico. Queste e tante altre prelibatezze fanno delle Alpi di Cuneo un paniere di gustose eccellenze, da assaggiare in loco oppure acquistare e condividere in casa con la famiglia.

4) Nel Chianti cucina tipica e natura full immersion

L’Orlando in Chianti Glamping Resort, a Cavriglia (AR), sulle colline toscane, ha un “Bistrot del Chianti” molto conosciuto, diretto dallo chef Alessio Cinellu, che propone cucina a km zero tipica del territorio del Chianti: il locale è molto apprezzato tanto dagli ospiti quanto dai locali, che vengono appositamente a mangiare pur non soggiornando. Unicum per il mondo dell’open air in Italia, al bistrot si può ordinare colazione, pranzo e cena da consumare presso il proprio alloggio. A circa 2 km da Orlando gli ospiti possono approfittare della tenuta di Albola per degustazioni di vino e visita (ne vale la pena). Il glamping resort mette inoltre a disposizione uno school bus americano, una Airstream vintage, una piccola roulotte anni ’50 e le Bohemian: soluzioni eco-mobile home uniche, recuperate con materiali sostenibili e “arredate” con arbusti spontaneamente cresciuti sulle terrazze: un’esperienza in cui la natura è presente senza soluzione di continuità.

Insalata di zicoria. Foto: Davide Zambelli

Insalata di zicoria. Foto: Davide Zambelli

Insalata di zicoria. Foto: Davide Zambelli 

5) Tra i vini dell’Elba, sulle tracce di Napoleone

“Gli abitanti dell’Isola d’Elba sono forti e sani perché il vino dell’isola dà forza e salute”. Lo diceva spesso Napoleone al suo rientro in Francia. E come dargli torto? Sarà merito del sole, della brezza marina, dei profumi della macchia, ma i vini dell’isola sono davvero pregiati, unici. Fu proprio Napoleone a istituire la prima DOC elbana: Gloria Peria, direttore scientifico degli archivi storici dell’Isola d’Elba, spiega infatti che il “Privilegio dell’Imperatore”, ovvero uno scritto recentemente scoperto negli archivi dell’isola, può essere considerato una sorta di DOC ante-litteram. Dalle viti adagiate in posizione suggestive, spesso compenetranti con le aree protette del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano – molte delle quali affacciate sul mare – si ricava una rosa piuttosto ampia. Tra i bianchi, tutti classificati DOC, troviamo il Bianco, perfetto con il pesce; l’Ansonica secco, che sposa benissimo sia i crostacei che i dolci; e il Moscato, probabilmente il vino dolce più diffuso nel territorio, da provare dopo cena con il dessert. I rossi, invece, esaltano al massimo il gusto delle carni, come ad esempio il Rosso Riserva DOC, assolutamente eccellente con la selvaggina; il Rosso DOC, ideale con primi, carne alla brace, ma anche con zuppe di pesce; e poi abbiamo il Rosato DOC, più delicato, ottimo con gli antipasti di mare o le verdure. Il re indiscusso è però l’Aleatico Passito DOCG, da provare con la schiaccia briaca (dolce tipico elbano, realizzato con uvetta e pinoli), superbo con il cioccolato.

Vitigno dell'Isola d'Elba

Vitigno dell'Isola d'Elba

Vitigno dell’Isola d’Elba 

6)  In Sicilia alla scoperta della mandorla

Non si può parlare di Sicilia senza entrare nel campo dell’enogastronomia. Favara stessa è detta la “Città dell’Agnello” per il suo caratteristico dolce tipico a base di mandorle e pistacchi. Il ristorante Le Traveggole dellhotel Alba Palace è presente dal 2014 nella Guida Michelin e inserito nella selezione delle Eccellenze di Sicilia della Guida di Repubblica. La cucina, affidata alla chef Francesca Restivo, assicura esperienze culinarie esclusive e prodotti di altissima qualità provenienti dal territorio. In uno splendido ipogeo agrigentino si trova invece la Cantina, che custodisce una ricca e pregiata selezione di etichette. Sempre a Favara, poi, c’è un altro gioiello da scoprire: il Museo della Mandorla siciliana. Fondato da Antonio Alba, permette di conoscere la storia del mandorlo, le sue proprietà, le modalità di raccolta e lavorazione, fino all’utilizzo del frutto in pasticceria e più in generale in cucina. Promosso da Marzipan, si propone come centro per la promozione delle eccellenze gastronomiche e agroalimentari siciliane.

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