domenica, Luglio 3, 2022

Sei modi per controllare la fame nervosa

Must Read

Questo articolo è stato pubblicato da questo sito

image

L’abbiamo sperimentata tutti, la fame nervosa. Quella fame che ti fa aprire la dispensa alla ricerca del comfort food: cibo, spesso dolce (ma non sempre), che dà una sensazione di pace nell’esatto momento in cui senti di averne il bisogno. «La fame nervosa o, ancora meglio, fame emotiva, è proprio questo: è la tendenza a mangiare in risposta alle nostre emozioni. Una strategia per anestetizzare solitudine, ansia, tristezza, frustrazione», spiega Giacomo Calvi Parisetti, psicologo di Humanitas Psico Medical Care. «È una fame molto diversa da quella fisica, per varie ragioni: anzitutto non soddisfa un bisogno del nostro organismo, non può essere posticipata perché non arriva progressivamente, ed è selettiva. Quando abbiamo fame emotiva, cioè, ci indirizziamo solo su determinati cibi, che sono normalmente quelli più zucchini e calorici, perché abbiamo la sensazione che solo quel determinato alimento possa placarla», prosegue il dottor Calvi Parisetti.

L’altro motivo per cui la fame nervosa è profondamente diversa da quella fisiologica, e lo stesso per cui può diventare molto pericolosa, è che può generare sensi di colpa: «Quando si mangia si pensa subito di aver fatto qualcosa di sbagliato, ci si ripromette di non farlo più, talvolta si prova perfino vergogna. In questo modo genera un’ulteriore mancanza anche dopo essere stata soddisfatta: un vero e proprio circolo vizioso», prosegue l’esperto. Se queste sensazioni sono frequenti, e se la fame nervosa diventa un’abitudine e si cronicizza, può diventare un problema molto serio: «Può portare al Binge Eating Disorder, cioè disturbo da alimentazione incontrollata. Il più comune tra i campanelli d’allarme, insieme a questa sensazione di inadeguatezza, è l’obesità, dettata spesso anche dal fatto che chi soffre di fame emotiva non riesce a seguire delle diete». Prima di arrivare a questo punto, però, la fame nervosa si può controllare. Ecco come, con i consigli del dottor Calvi Parisetti:

Create una routine di 5 pasti al giorno

Dice Giacomo Calvi Parisetti: «Allenatevi a mangiar bene badando anzitutto a quando mangiate, prima che a quanto. L’ideale sarebbe attenersi ai cinque pasti al giorno e cioè colazione, pranzo e cena più due spuntini. Se sentite l’esigenza di mangiare anche dopo cena aggiungetene un terzo, ma non di più. Se non si riesce ad avere un buon controllo su quando si mangia, è molto più difficile capire quanto e cosa si mangia». 

Contrastate la frequenza con la qualità

Dice Giacomo Calvi Parisetti: «Per combattere la fame emotiva è fondamentale dare valore a cosa si mette nel piatto. Un ottimo inizio è sperimentare ricette che richiedono impegno in termini di tempo e di attenzione: piatti più elaborati che aiutano a capire cosa si sta mangiando. Altrettanto importante è mangiare in modo corretto: vietato ingurgitare cibo in piedi o in giro, bisogna sempre stare seduti davanti a una tavola apparecchiata anche se in modo semplice. Sono altrettanto utili anche semplici esercizi di mindful eating: chiudete gli occhi e badate alle sensazioni che vi dà ciò che mettete in bocca».

Tenete un diario alimentare

Dice Giacomo Calvi Parisetti: «È molto importante per chi soffre di fame emotiva tenere traccia di ciò che mangia, a che ora e in che quantità, in un diario in cui annotare contemporaneamente anche come ci si sente dopo aver mangiato. Serve a capire il motivo per cui si va alla ricerca di cibo: se è lo stress, se sono i sensi di colpa, oppure no».

Sperimentate alternative piacevoli

Dice Giacomo Calvi Parisetti: «Quando la fame emotiva è difficile da gestire è importante avere una lista di attività alternative che siano altrettanto piacevoli e gratificanti. Esempi? Anziché mangiare leggete un libro, guardate un video divertente su YouTube, chiamate gli amici, fate esercizio fisico. Sono tutte attività che liberano endorfine, gli ormoni del buonumore, e in alcuni casi possono trasformarsi anche in ottime abitudini che aiutano a vivere meglio».

Riprendete il controllo sull’alimentazione (dopo aver mollato)

Dice Giacomo Calvi Parisetti: «Talvolta per riprendere il controllo su una determinata situazione bisogna mollare da qualche altra parte, intervenendo su quegli ambiti che creano più stress. Se, ad esempio, si tende ad essere super performanti al lavoro per poi lasciarsi andare con il cibo una volta rientrati a casa, l’ambito sul quale potrebbe essere necessario intervenire potrebbe essere proprio quello lavorativo. Per il controllo serve (anche) il discontrollo».

Rivolgersi a uno specialista

Dice Giacomo Calvi Parisetti: «Ci sono problemi che non si possono risolvere da soli: se la fame emotiva è una costante e non si riesce a controllare è meglio rivolgersi a un esperto: uno psicologo o uno psicoterapeuta possono essere il primo step attraverso il quale passare per valutare eventualmente anche il supporto di un nutrizionista o di un medico specializzato in alimentazione».

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
Latest News

Tutti al polo!

 In campo c’è anche Stefano Giansanti, capitano della nazionale italiana di polo che incontriamo prima della partita, e che...
- Advertisement -spot_img

More Articles Like This

- Advertisement -spot_img