domenica, Luglio 3, 2022

Fastweb e Aruba hanno vinto la gara per realizzare il cloud nazionale in Italia

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Previsioni confermate: Fastweb e Aruba hanno vinto la gara europea per realizzare il Polo strategico nazionale, l’infrastruttura in cloud per la trasformazione digitale della pubblica amministrazione italiana. Il raggruppamento ha battuto l’offerta avanzata dal consorzio formato da Leonardo, Cassa depositi e prestiti (Cdp), Tim e Sogei, promotore del progetto di digitalizzazione scelto dal ministero per la Trasformazione digitale il 27 dicembre 2021.

La cordata composta dalla compagnia di telecomunicazioni Tim, dal campione nazionale della difesa Leonardo, dalla società informatica dello Stato Sogei e da Cdp avrà quindici giorni di tempo per far valere il suo diritto di prelazione, come promotore del progetto, e aggiudicarsi la realizzazione e la gestione del servizio, pareggiando l’offerta vincitrice.

Fastweb e Aruba hanno infatti offerto un importate ribasso sulla base d’asta, con uno sconto sui listini del 39,19%, mentre il consorzio rivale solo del 23,36%. Per riuscire ad aggiudicarsi la gara, i quattro soggetti statali dovranno quindi tagliare i costi per portare a termine il progetto alle stesse condizioni offerte dall’altro raggruppamento.

La procedura di assegnazione del progetto, con base d’asta di 4,4 miliardi di euro, è stata svolta da Difesa servizi, società in house del ministero della Difesa, in qualità di centrale di committenza e con la vigilanza collaborativa dell’Autorità nazionale anticorruzione.

Il colosso apre due data center in Italia a Milano e a Torino. Secondo l’università del capoluogo piemontese genereranno fino a 65mila posti di lavoro e valore aggiunto per 3,3 miliardi

A cosa serve il Polo strategico nazionale

L’obiettivo del bando è creare un’infrastruttura cloud per i dati degli enti pubblici, a oggi parcheggiate in circa 11mila data center, il 95% dei quali presenta carenze nei requisiti minimi di sicurezza, affidabilità, capacità elaborativa ed efficienza”, secondo quanto riportato dall’ultimo censimento dell’Agenzia per l’Italia digitale. In base al progetto approvato, entro il 2025 dovranno essere spostati sul nuovo cloud i dati di almeno il 75% degli uffici pubblici italiani.

Prima di essere fatte migrare, le informazioni saranno divise in tre classi di rischio: i più delicati sono i dati strategici, come per esempio i dati della Difesa, poi quelli critici, come quelli sanitari, e infine quelli ordinari, la cui esposizione non costituisce un pericolo per la macchina pubblica. In base alla divisione, gli uffici pubblici potranno accedere a diversi tipi di cloud. Il tutto verrà gestito dal Polo strategico nazionale, che sarà articolato in almeno quattro data center in due regioni, la migrazione sarà finanziata con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

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