domenica, Luglio 3, 2022

Il film Elvis ha una carica erotico-dionisiaca che lo rende irresistibile

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Elvis The King, Elvis il rock in persona ma anche Elvis The Pelvis
La leggenda musicale, che Baz Luhrmann fa rivivere ora al cinema attraverso il corpo, la voce e l’interpretazione di un giovane Austin Butler, è diventata tale anche per il modo in cui si muoveva durante le sue performance. 

Per molti le sue esibizioni con la scossa alle gambe e i suoi versi serviti con ancheggiamento sono addirittura la parte più importante della sua iconografia e forse anche della sua rivoluzione, che è stata anche sessuale. Visto lo sgomento e la censura subita, lo è stata pure ante litteram, prima che scoppiasse un movimento per l’emancipazione del desiderio più grande e consapevole. Elvis è stato miccia e scandalo e gliene siamo ancora tutti grati. 

Certo, vedere che effetto faceva nei filmati di repertorio d’epoca, fa un po’ sorridere il pubblico del 2022 ormai avvezzo a ben altro, cresciuto in una cultura che in gran parte del mondo è sessualmente liberata ed emancipata così tanto che spesso scopre l’educazione sessuale al contrario, perché conosce prima il porno e poi il sesso nella sua dimensione più reale. 

Parlo di questo sorriso un po’ supponente, perché ne ho peccato, guardando l’inizio di Elvis di Baz Luhrmann, che è molto in stile “musical drama di Baz Luhrmann”: roboante, sganassone, quasi artificiale, con immagini bellissime abbinate a situazioni lasciate crescere fin quasi al grottesco. Ma è solo l’inizio di un viaggio più profondo e drammatico, quasi un avvertimento: tu pensi di avere davanti il solito film “alla Luhrmann”, ma ti sorprenderà nelle sue note più scure e nelle sue scene più dure. 

La prima volta che vediamo Austin Butler fare il molleggiato (quello originale, non il nostro) e stendere la platea sul posto, e poi anche attraverso il tubo catodico, sorridiamo, se non ci scappa una risata vera e propria. La scena stessa è girata e montata per avere più un climax che un’escalation emotiva. Le urla delle fan nascondono un altro tipo di urlo, più interiore, intimo e segreto. 

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