mercoledì, Giugno 29, 2022

Botte spaziali – La startup italiana che vuole mandare i lottatori nello spazio

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Secondo dopo secondo, un numero via l’altro, il conto alla rovescia cadenza picchi di adrenalina. 

– 2. Ognuno, mentalmente, si prepara alla battaglia. Perché pur se in microgravità, di lì a poco i colpi saranno pesanti.

Dentro tubi di lancio gli astro-atleti vengono sparati nell’arena orbitante. Per accelerare, i più abili sfruttano la massa dei compagni, aggrappandosi alla loro schiena per usarla a mo’ di catapulta. Nell’area di gara, uno spazio in cui il sopra e il sotto perdono senso e dove la fisica non è quella terrestre, barriere geometriche di pura energia determineranno i rimbalzi e le traiettorie dei tiri. In mezzo, sospeso a mezz’aria fra le porte delle due squadre, ecco il disco, da accaparrarsi con ogni mezzo, compresi pugni in faccia, strattoni, bloccaggi, deviazioni. E da buttare in rete per vincere. 

È una partita di Echo Arena e per ora è fantascienza. Meglio, è un videogame lanciato nel 2017 dalla californiana Ready at Dawn, un videogioco impostosi come il primo esport in realtà virtuale: una disciplina elettronica nuova, con regole, tattiche e dinamiche tutte sue. 

Fra qualche anno, però, non saranno necessari visori e computer per godere di sport mai visti prima: sarà la possibilità di galleggiare davvero in orbita a rivoluzionare l’agonismo come lo conosciamo oggi, e forse l’intrattenimento tout-court. Ne è convinto il produttore Andrea Iervolino, secondo il quale imbarcare su un razzo combattenti di Mixed Martial Arts e coinvolgerli in una sfida lunga un’orbita intera, o addirittura portarli in un’arena costruita per ospitare match o show appena oltre l’atmosfera terrestre, sarà “una delle nuove frontiere dell’entertainment”.

Meglio pensarci su; a giudicare dalla carriera, si direbbe che in quanto a nuove frontiere dell’intrattenimento Iervolino sia piuttosto capace di intravederle in anticipo sulla concorrenza. Nato a Cassino nel 1987, proprietario dell’85% del catalogo di Exclusive Media Group dal 2015 (400 titoli fra cui Donnie Darko, Rush e Memento), cavaliere della Repubblica dal 2018 e nella lista “Variety500” nel 2020, anno in cui insieme con l’attore serbo Miloš Biković ha lanciato la serie animata Puffins interpretata da Johnny Depp, il produttore cinematografico italo-canadese racconta che a 17 anni girava film con una Canon digitale, un approccio allora considerato, nel migliore dei casi, un azzardo: “Tutti credevano fosse una schifezza fare quello che facevo io. I dirigenti delle major mi cacciavano, inorriditi, dagli uffici: oggi il 99,9% dei film è girato in digitale”. Mutatis mutandis, il messaggio è chiaro: “Parlare di sport o intrattenimento nello spazio può far sorridere, ma sono pronto a scommettere che fra sette, otto anni, sarà una cosa così normale che a ridere ricordando questo momento sarà chi, come noi, lo reputa possibile adesso”.

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