mercoledì, Giugno 29, 2022

Cosa sappiamo del dispositivo a onde elettromagnetiche che rende inattivo al 90% il coronavirus

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Il principio fisico era dunque noto, ma per proporlo nel mondo reale servivano conferme scientifiche per il Sars-Cov-2 e un’organizzazione e una tecnologia complesse. “Per quasi due anni abbiamo testato, studiato, cercato la migliore frequenza, cioè l’energia che serve a rompere la cavità del virus, sapendo che se fosse stata troppo alta sarebbe andata anche contro l’essere umano e sarebbe stata inapplicabile”, aggiunge Benigni. Grazie alla partnership con Lendlease, gruppo internazionale del real estate e rigenerazione urbana e sviluppatore di Mind, e alla collaborazione diretta con il dipartimento scientifico dell’ospedale Militare del Celio, l’Ospedale Luigi Sacco di Milano e i laboratori ViroStatics, in circa due anni sono stati condotti più di 120 test sul coronavirus nelle varianti Wuhan, delta e omicron. Gli esperimenti, svolti in laboratori diversi, hanno dato risultati coerenti tra loro, dimostrando che l’energia necessaria per rompere le particelle virali era molto bassa e che le onde elettromagnetiche alla giusta frequenza inattivano il virus in aerosol al 90%. Si tratta di una tecnologia made in Italy unica al mondo, assicurano dall’azienda, brevettata e sicura per l’essere umano (ha ricevuto la certificazione CE e SAR, che attesta che le onde elettromagnetiche emesse sono al di sotto dei limiti imposti per legge). A seconda delle dimensioni, il dispositivo copre un’area di tre metri (la versione wearable) o di cinquanta metri quadrati (la versione a parete). 

Sanificazione degli ambienti: sistemi a confronto

Quello sviluppato a Mind non è il primo sistema di sanificazione ambientale esistente. Nel corso di questa pandemia anche i purificatori d’aria con filtri Hepa (High Efficiency Particulate Air Filter) hanno dimostrato di essere in grado di eliminare il virus in aerosol. Tuttavia non ci sono ancora dati certi che la loro installazione riduca i contagi in contesti reali, soprattutto se non si rispettano le norme di contenimento come il distanziamento e l’uso delle mascherine. Inoltre, perché un depuratore d’aria sia efficace le sue dimensioni devono essere rapportate a quelle degli ambienti in cui viene installato e la posizione non è ininfluente, anzi collocarlo in un punto “sbagliato” potrebbe creare flussi d’aria che potrebbero anche agevolare il contagio. 

Un altro sistema di sanificazione degli ambienti sono i dispositivi a raggi Uv. Qui le onde elettromagnetiche sono molto penetranti: arrivano all’interno dei virus e causano danni al materiale genetico, distruggendoli in sostanza. Sono sistemi in genere molto costosi, che esigono attenta manutenzione e quando sono in funzione non sono compatibili con la presenza dell’essere umano. I raggi Uv, infatti, possono raggiungere e colpire anche il dna delle cellule, che siano batteriche o di qualsiasi altro organismo.

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