martedì, Luglio 23, 2024

Gli influencer su TikTok danno un'idea distorta della beneficenza

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Kraus dice di essere turbato da questi video su TikTok: “Mi sembrano profondamente disumanizzanti. Le persone nei video acconsentono a essere usate in questo modo? Se avessero detto di no, sarebbero state meno meritevoli di compassione? Credo che le risposte a queste domande siano preoccupanti“.

I potenziali risvolti positivi

Tuttavia, altri studiosi sottolineano come questi video potrebbero avere un effetto positivo sugli spettatori. Pat Barclay è uno psicologo evolutivo della University of Guelph, in Canada, che studia l'”altruismo competitivo” e i modi in cui può essere sfruttato per promuovere la generosità. Barclay sostiene che video su TikTok come quello di Dereniowski possano mostrare ai bambini che “aiutare gli altri paga” e che è “sicuro” farlo, oltre a incoraggiare chi li guarda a donare agli sconosciuti in difficoltà.

Se vediamo che qualcuno si dà da fare per aiutare gli altri e che gliene viene riconosciuto il merito, è più probabile che lo si faccia a nostra volta – prosegue Barclay –. In questo modo si alza lo standard delle aspettative nei nostri confronti: non possiamo starcene a guardare, essere egoisti e fare i brontoloni se gli altri sono così disponibili: faremmo la figura dei tirchi. Questo fa sì che chi guarda debba ‘alzare il tiro’”.

Probabilmente, però, sono gli stessi influencer a trarre i benefici maggiori da questi video, guadagnando fama e denaro per le loro azioni. Deborah Small è una docente di psicologia alla Wharton che si occupa di beneficienza, moralità e comportamento prosociale. Ha studiato il modo in cui giudichiamo le motivazioni che spingono le altre persone a donare in beneficenza: in definitiva, mostriamo cinismo nei confronti delle persone mosse da ragioni apparentemente egoistiche. Tuttavia, osserva Small, quando le persone donano denaro online e ne parlano sui social media, “è una cosa positiva per la beneficenza“, perché incoraggia altre persone a donare.

Stiamo cercando di incoraggiare le persone a raccontare i loro atti di generosità, mentre di solito sono restie a farlo perché sembra un modo poco sincero e un tentativo di vantarsi – prosegue Small –. È giusto o sbagliato condividere la propria beneficenza? Se si pensa a ciò che significa in termini di motivazioni, sembra sbagliato, ma se invece si pensa all’impatto che può avere, sembra la cosa moralmente giusta da fare“.

Video come quello di Dereniowski, quindi, potrebbero avere ripercussioni positive, e motivare gli spettatori a donare a chi ne ha bisogno. Se ci si concentra esclusivamente sulle conseguenze, la vita delle persone che ricevono il denaro cambia indipendentemente dalle motivazioni che muovono l’influencer (e dalle complesse questioni sulla beneficienza sollevate dall’incontro tra i due). Tuttavia, la sempre maggiore popolarità di questi video dovrebbe spingerci a diffidare del loro potenziale impatto. Nella peggiore delle ipotesi, questi filmati potrebbero indurre gli spettatori a “mettere alla prova” i senzatetto prima di offrire loro del denaro, rinsaldando idee superate sui “poveri meritevoli”. Nel migliore dei casi, invece, i video promuovono atti caritatevoli individuali invece che cambiamenti strutturali e politici più estesi.

Questo articolo è comparso originariamente su Wired UK.

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