martedì, Luglio 23, 2024

Il digitale nelle piccole imprese italiane può generare 10 miliardi

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Le pmi italiane potrebbero generare 10,2 miliardi di euro di contributo al Pil e 208mila nuovi posti di lavoro se fossero più digitalizzate e attente alle proprie strategie social. In questo scenario, genererebbero un aumento in termini di valore aggiunto per il paese pari al doppio di quello garantito annualmente dalla produzione vinicola.

Lo sostiene uno studio condotto da The House – Ambrosetti e presentato lo scorso 24 giugno a Roma nel corso di un evento promosso da Meta, committente dello stesso studio. Nel corso della presentazione sono stati illustrati risultati a tratti sorprendenti. Come noto infatti l’Italia è affetta da un ritardo tecnologico sistemico, in parte dovuto a una scarsa connettività e ai problemi orografici e in parte legati a questioni culturali. A fronte di ciò però, le pmi in Italia assicurano più del 40% del fatturato nazionale, al quale si deve sommare quello delle microimprese, che rappresentano circa il 95% del tessuto imprenditoriale italiano.

Ma aziende medie, piccole o talvolta micro (cioè con meno di dieci dipendenti) fanno talvolta fatica a cogliere le opportunità offerte dalla digitalizzazione. Lo studio ha ad esempio evidenziato come le pmi italiane sono solo al 18esimo posto in Europa per livello di digitalizzazione, con ritardi ancora maggiori in ambiti come quello delle competenze digitali (21esimo posto nell’Unione europea). Le piccole e medie imprese d’Italia sono anche quelle col minor numero di specialisti Ict nei propri organici rispetto alla media europea, e solo il 15% di esse è in grado di fornire formazione digitale ai propri dipendenti (rispetto al 18% della media Ue). 

In questo senso i social possono essere senz’altro un motore di sviluppo. Parlando a Wired, il country director italiano di Meta Luca Colombo ha spiegato che l’azienda fondata da Zuckerberg ha avviato già da anni progetti di formazione sulle competenze digitali dedicati specificatamente a pmi. Rispondendo alla domanda sul tema dell’algoritmo che può schiacciare aziende più piccole favorendo l’apparizione delle pubblicità di grandi multinazionali, Colombo ha detto che “in realtà il nostro algoritmo premia chi usa meglio la piattaforma, indipendentemente dall’azienda che lo fa. Ed è per questo che offriamo formazione e certificazioni anche ad aziende piccole, che peraltro essendo spesso più smart e veloci hanno anche mezzi migliori per lasciare il segno”.

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