sabato, Agosto 13, 2022

Il piano di Stellantis per una fabbrica di batterie a Termoli

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Lo stabilimento di Termoli della multinazionale dell’auto Stellantis verrà trasformato in gigafactory per la produzione di batterie per veicoli elettrici nel 2026, arrivando a pieno regime nel 2030 con 2.000 occupati. Il calo e poi la cessazione dell’attuale produzione di cambi e motori nello stabilimento molisano, che al momento conta 2.300 occupati, inizierà nel 2024. Lo ha spiegato la direzione di Stellantis ai sindacati in un incontro a Roma nel corso del quale sono state definite alcune delle tappe fondamentali per la progressiva trasformazione dello stabilimento di Termoli in gigafactory di batterie per auto elettriche, che lo renderanno il terzo polo europeo di produzione di batterie dopo Francia e Germania, che insieme a altre due fabbriche in Canada e negli Stati Uniti rappresentano il piano della multinazionale per investire nelle auto elettriche. 

Tale processo avverrà attraverso la joint venture Acc, formata dalla stessa Stellantis assieme a Mercedes e Total, che avrà una capacità industriale immediata di 40 gigawatt. L’investimento complessivo europeo ammonterà a 7 miliardi di euro, mentre sull’impianto italiano il contributo del governo attraverso il ministero dello Sviluppo economico (Mise) è di circa 370 milioni di euro

Il processo si articolerà attraverso alcune tappe fondamentali. A gennaio 2023 avrà luogo l’acquisizione delle aree da parte di Acc. I cantieri inizieranno a ottobre. Nel primo quadrimestre del 2024 cesserà la produzione di cambi, mentre quella di motori sarà più graduale e terminerà del tutto nel 2026. A gennaio 2025 inizierà invece il riassorbimento dell’attuale personale, con una fase formativa che prevede anche una disponibilità a lavorare per massimo sei mesi nello stabilimento di Douvrin in Francia per poi tornare a Termoli. Verrà inoltre creato un centro di ricerca e sviluppo con la collaborazione dell’università del Molise. 

I sindacati si dicono perlopiù soddisfatti dell’incontro, anche se rimangono alcuni punti da chiarire. Tra questi, viene citata la necessità di “assicurare formalmente che Acc si impegni a prendere tutti i lavoratori attualmente impiegati a Termoli”, e che garantisca gli armotizzatori sociali di accompagnamento che saranno necessari a causa del periodo di scarico di lavoro. I sindacati citano inoltre la necessità di un “congruo trattamento di trasferta per l’eventuale periodo di lavoro e formazione da svolgere in Francia” e di un’intesa “che offra la massima tutela possibile in termini di continuità normativa e salariale per tutti i lavoratori coinvolti”. 

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